Salute, odontoiatra Bartolommei: "Tecnologia coinvolge adolescenti nel trattamento"
(Adnkronos) - "In generale un trattamento ortodontico è una procedura che richiede sempre collaborazione e quando si parla di adolescenti sappiamo che questa collaborazione a volte non è così banale da ottenere. Oggi però la tecnologia ci mette a disposizione strumenti davvero innovativi che riescono a coinvolgere il ragazzo e a renderlo parte attiva del trattamento". Così Lorenzo Bartolommei, odontoiatra e specialista in ortodonzia, intervenendo a Napoli all'evento formativo dedicato all'ortodonzia in età evolutiva, presso l'università della Campania Luigi Vanvitelli.
"Deve esserci una sinergia tra medico e paziente - spiega Bartolommei - perché è questa collaborazione che ci permette di arrivare al risultato preposto. E possiamo cominciare già dalla prima visita, facendo capire al nostro paziente adolescente che il mondo del dentista e dell’odontoiatria è cambiato". Un esempio arriva dalla presa delle impronte. "Non utilizziamo più necessariamente quei materiali fastidiosi tradizionali - precisa - ma possiamo effettuare una scansione e mostrare immediatamente al paziente la riproduzione in 3D della propria bocca. In questo modo lo rendiamo partecipe e consapevole delle proprie problematiche, che possono essere estetiche, ma soprattutto funzionali". Secondo Bartolommei, proprio questo approccio può favorire il coinvolgimento del giovane nel percorso di cura. "Già vedere la propria bocca riprodotta in 3D incuriosisce il paziente e lo rende più consapevole del fatto che sta facendo qualcosa per la propria salute", sottolinea.
C'è poi il tema delle conseguenze di una malocclusione non trattata. "Il rischio - evidenzia Bartolommei - è quello di permanere con una condizione non ideale. Sappiamo che una malocclusione può avere conseguenze anche sulla salute generale e per questo è importante intervenire con un percorso adeguato". La tecnologia interviene anche nella quotidianità del trattamento. "Gli allineatori - rimarca - sono meno invasivi e non impattano nella vita quotidiana del ragazzo: sono compatibili con la vita sociale e con le attività sportive, aspetti molto cari ai nostri pazienti adolescenti".