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Spagna, bus precipita per 20 metri: 41 feriti, la metà sono gravi

25 ott 2026

Maria Corina Machado torna in Venezuela dopo quasi un anno di esilio: "Sono qui. Con voi"

(Adnkronos) - La leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado, ha annunciato di essere tornata in Venezuela dopo quasi un anno di esilio. "Sono qui. Con voi", ha scritto in spagnolo su X. Il suo alleato, l'ex candidato presidenziale Edmundo Gonzalez Urrutia, ha rilanciato il messaggio confermando il rientro: "Venezuela! Sono entusiasta di annunciarvi che la nostra leader, la mia cara Maria Corina, è sul suolo venezuelano". 

Machado viveva in esilio dal dicembre dello scorso anno, dopo aver lasciato il Venezuela per recarsi a Oslo a ritirare il Premio Nobel per la Pace 2025. Nicolas Maduro, catturato il 3 gennaio dagli Stati Uniti e ora detenuto al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, la definiva ''una nazista criminale''. Machado aveva già tentato di tornare in Venezuela nei mesi scorsi, a giugno e a settembre via mare o via aerea, ma le era stato impedito. In Venezuela è accusata di tradimento, terrorismo, cospirazione e omicidio. Prima degli ostacoli al suo rientro, dall'aprile del 2014 le era stato proibito lasciare il Paese e viveva in clandestinità dalla vittoria di Maduro alle presidenziali. Nel 2015, le era stato impedito di ricandidarsi alle elezioni legislative e nel 2024 a quelle presidenziali, anche se aveva vinto le primarie dell'opposizione con il 90 per cento dei tre milioni di voti totali. Ha poi sostenuto il candidato Edmundo Gonzalez Urrutia, costretto all'esilio. 

Coordinatrice nazionale di 'Vente' il partito della libertà che ha cofondato nel 2013, è stata deputata all'Assemblea nazionale, eletta con il maggior numero di voti alle elezioni per la legislatura del 2010-2015. Era stata espulsa dall'Assemblea nazionale dal presidente della Camera Diosdato Cabello dopo essere intervenuta nel marzo del 2014 al Consiglio permanente dell'Organizzazione degli Stati americani per denunciare le violazioni dei diritti umani del regime di Maduro. Nel 2017 ha fondato, insieme ad Antonio Ledezma e Diego Arria, sostenuti da un Consiglio nazionale, la piattaforma "SoyVenezuela", alleanza a cui hanno aderito molti settori della società impegnati per riportare il Paese alla democrazia. 

Machado, che è nata a Caracas nel 1967, si è laureata in Ingegneria industriale all'universidad Católica Andrés Bello e si è specializzata in finanza all'Instituto de Estudios Superiores de la Administracion. Ha cominciato a dedicarsi alla politica nel 2002, quando ha fondato l'ong Sumate (Unisciti a noi) per il monitoraggio delle elezioni e dei diritti umani. Fu accusata di tradimento, poiché Sumate riceveva fondi dagli Stati Uniti, e ricevette minacce di morte. E' stata insignita del Premio Nobel per la pace lo scorso anno, nel 2024 del Premio Sakharov e ancora prima del Premio Magnitsky. 

E' stata soprannominata la “libertadora”, in omaggio al “libertador” Simon Bolivar, ed è stata interdetta dai pubblici uffici per 15 anni per avere sostenuto l'idea di sanzioni internazionali contro il Venezuela. Machado ha costantemente promesso il “cambiamento” in Venezuela, governato dal 1999 dalla dottrina chavista dell'ex presidente Hugo Chavez (1999-2013), prorogata dal suo erede Nicolas Maduro. Liberale, sostiene l'economia di mercato e ha proposto la privatizzazione del gigante petrolifero statale Petroleos de Venezuela (Pdvsa), la principale fonte di reddito del Paese, la cui produzione è crollata a causa della cattiva gestione e della corruzione. “Libereremo il nostro Paese e riporteremo a casa i nostri figli”, ha detto, riferendosi ai 7 milioni di venezuelani che, secondo le Nazioni Unite, hanno lasciato il Paese in preda a una crisi economica interminabile. La realtà della diaspora la riguarda direttamente: i suoi tre figli - Ana Corina, Henrique e Ricardo - vivono all'estero. 

25 ott 2026

Atalanta-Frosinone pari spettacolo 4-4, il Genoa di De Rossi stende 1-0 il Venezia

(Adnkronos) - Un pareggio e una vittoria nelle due gare delle 15 dell'ottava giornata di Serie A. Spettacolare pareggio 4-4 tra l'Atalanta e il Frosinone e vittoria di misura 1-0 del Genoa di De Rossi sul Venezia.  

Gara show a Bergamo dove è successo di tutto ma la formazione di Sarri e quella di Alvini escono con un punto a testa. Va meglio al Frosinone che consolida la propria classifica salendo a 14 punti, mentre i nerazzurri di Sarri, che comincia a vacillare, si portano a 10. Ciociari avanti già al 1' con Schmid che sfrutta un errore enorme di Ederson che di fatto gli regala un assist involontario con l'austriaco che batte Carnesecchi. L'austriaco trova il suo primo gol in A e poi anche la sua prima doppietta al 17', ma nel mezzo arriva anche il momentaneo pareggio di Krstovic al 14'. Il Frosinone gioca bene, ma l'Atalanta cresce e la ribalta entro la fine del primo tempo con i gol di Ederson al 33' dal dischetto e ancora di Krstovic al 45'. Nella ripresa il Frosinone la pareggi al 48' con Calò per poi subire ancora il nuovo vantaggio nerazzurro al 50' con Elmas. Finale all'attacco per gli ospiti che trovano il pareggio all'82' con Terzic e sfiorano la vittoria in almeno altre tre occasioni dove è bravo Carnesecchi. 

Il Genoa, invece, si impone 1-0 sul Venezia a Marassi, trovando la seconda vittoria consecutiva tra le mura amiche e conquistando tre punti pesanti per la classifica, con la squadra di De Rossi che si porta a quota 7 punti, mentre il Venezia di Nicola incassa la quarta sconfitta in altrettante trasferte, la prima sotto la sua gestione, e resta ultimo con 3 punti. A decidere una sfida molto tesa il gol al 25' del primo tempo di Ellertsson con un gran tiro da fuori area. Nel secondo tempo il Venezia ci prova e sfiora in più di una occasione il gol del pareggio, ma la difesa rossoblù tiene. 

25 ott 2026

Cancro allo stomaco avanzato, nuova terapia riduce del 42% il rischio di morte 

(Adnkronos) - Nuove prospettive per i pazienti con tumore dello stomaco e della giunzione gastro-esofagea in fase avanzata. Lo studio internazionale di fase 3 Clarity-Gastric01 mostra che sonesitatug vedotin (Sone-Ve) migliora la sopravvivenza nei pazienti positivi a Claudina 18.2 già sottoposti ad almeno una precedente linea di terapia. I risultati sono stati presentati al Congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (Esmo) a Madrid.  

Lo studio ha coinvolto pazienti con adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea o dell’esofago localmente avanzato o metastatico, con Claudina 18.2 presente in almeno il 25% delle cellule tumorali. Nella popolazione complessiva dello studio, Sone-Ve ha ridotto del 42% il rischio di morte rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore. La sopravvivenza globale mediana è stata di 10,6 mesi rispetto a 6,4 mesi. Nei pazienti trattati dalla terza linea in poi, il rischio di morte si è ridotto del 53% e la sopravvivenza globale mediana è raddoppiata, passando da 5 a 10 mesi.  

"Claudina 18.2 è già emerso come bersaglio utile per il trattamento con un inibitore, zolbetuximab, che tuttavia ha fornito in associazione a chemioterapia un beneficio marginale benché statisticamente significativo - spiega Sara Lonardi, direttore Oncologia 1 all’Istituto Oncologico Veneto Irccs di Padova - Sonesitatug Vedotin per la prima volta ha dimostrato nello studio Clarity-Gastric01 un beneficio in sopravvivenza nel trattamento di seconda e successive linee, una popolazione di pazienti che presenta una prognosi sfavorevole una volta fallita la terapia iniziale. Sone-Ve è la prima terapia mirata verso Claudina 18.2 a dimostrare in uno studio globale un beneficio di sopravvivenza in questo setting, con un prolungamento della sopravvivenza mediana di oltre quattro mesi rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore". 

 

"I risultati hanno il potenziale per trasformare il paradigma terapeutico per i pazienti con espressione di Claudina18.2 - continua Lonardi - E uno studio per indagare l’efficacia di Sone-Ve in prima linea di trattamento, Clarity-Gastric02, è appena stato lanciato anche in Italia. E' importante sottoporre tutti i pazienti con carcinoma gastrico avanzato al test diagnostico per valutare l’espressione di Claudina18.2 dall’inizio del percorso di cura, con la consapevolezza che questa determinazione può offrire nuove opportunità ai pazienti".  

"Sonesitatug vedotin è un nuovo anticorpo farmaco coniugato che ha come bersaglio la Claudina 18.2, una proteina presente nella mucosa gastrica - afferma Nicola Silvestris, segretario nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - Sfrutta un anticorpo monoclonale per riconoscere le cellule tumorali che esprimono Cldn18.2 e trasportare al loro interno un potente chemioterapico, rilasciandolo in modo mirato. Si aprono così nuove prospettive per la cura di questi pazienti, che hanno già ricevuto una prima linea di terapia".  

"Nel 2024 in Italia, sono stati stimati circa 14mila nuovi casi di tumore dello stomaco – conclude Silvestris - Meno del 20% è individuato in fase iniziale. La sopravvivenza a 5 anni è ancora bassa, pari al 35% nelle donne e al 30% negli uomini. La difficoltà di una diagnosi precoce è connessa ai sintomi iniziali, spesso aspecifici e per questo confusi con altre patologie di minore gravità, ad esempio perdita di peso non intenzionale, nausea, vomito, sazietà precoce e dolore epigastrico. Questi segnali possono facilmente essere attribuiti a disturbi comuni come gastrite, ulcera peptica, reflusso gastroesofageo o intolleranze alimentari, portando a sottovalutazioni e a controlli tardivi". 

25 ott 2026

Serie A, oggi Lecce-Juventus 0-2 - Diretta

25 ott 2026

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25 ott 2026

Matteo Materazzi: "Ho fatto una cura sperimentale contro la Sla"

(Adnkronos) - "Ho una malattia infame, sono stato un mese e mezzo negli Stati Uniti per una cura sperimentale contro la Sla". Matteo Materazzi, ospite di Verissimo oggi 25 ottobre, nel salotto di Silvia Toffanin racconta la sua lotta contro la Sla. Materazzi è reduce da un viaggio negli Usa, dove ha iniziato un nuovo percorso terapeutico. "Sono andato grazie all'aiuto di amici che non sapevo nemmeno di avere. La cura non serve a me, serve ai nostri figli. E' una malattia genetica, oggi è mia ma domani potrebbe essere dei miei figli. Vorrei che ci fosse un'arma per combattere questa malattia", dice Matteo Materazzi. 

"Ho una malattia infame, ogni giorno ti toglie qualcosa. Oggi ho la voce, tra un mese magari non l'avrò più. Sono una persona normale che vive la malattia come tante persone. Sono arrivato all'età di 50 anni stando bene, mi reputo fortunato, tra virgolette. Ho costruito una famiglia, ho avuto dei figli. Sto male quando vado negli ospedali e vedo bambini che hanno una malattia come la mia, quello è un problema. Io sto affrontando questo passaggio con le mie forze, con quello che posso. Questa malattia mi ha insegnato molto, la malattia ti cambia. Si può soffrire ma bisogna andare avanti con il sorriso. Il destino ha scelto di farmi vivere così, ho una testa lucidissima. Nei limiti del possibile cerco di lavorare, mi do da fare: mi piace vivere", dice. Il pilastro della famiglia è rappresentato dalla moglie Maura: "Ci eravamo separati quando mi sono ammalato. Io ero anche in un periodo di depressione, lei ha avuto la forza di farmi tornare", dice Matteo Materazzi. 

"La diagnosi è arrivata 2 anni fa, a settembre. Ma già da marzo zoppicava e non si capiva da cosa dipendesse. Poi è arrivata la mazzata. La Sla si scopre andando per esclusione, non c'è un esame che diagnostichi la malattia. Ci abbiamo messo un po', alla fine abbiamo saputo che si trattava di Sla. Con Matteo siamo insieme da 30 anni, è la mia famiglia. Abbiamo riscoperto di amarci molto, nel male ci sono anche situazioni positive", dice Maura Materazzi. Dopo il viaggio negli Stati Uniti "abbiamo visto un rallentamento della malattia, ma non vogliamo dare false speranze a nessuno. E' una cura personalizzata, c'è voluto un anno per accedere a questo trial. Matteo è stato il primo a sottoporsi a questo protocollo, stiamo cercando di aprire una strada per rendere questa cura disponibile senza dover andare negli Stati Uniti". 

25 ott 2026

Manuela Arcuri: "Innamorata del principe Pallavicino? Mai dire mai, persona meravigliosa"

(Adnkronos) - "Io innamorata del principe Pallavicino? Mai dire mai". Così Manuela Arcuri, ospite a Verissimo oggi domenica 25 ottobre, ha parlato pubblicamente per la prima volta del suo rapporto con il principe Domenico Antonio Pallavicino, suo datore di lavoro presso la fondazione Pallavicino. Nelle ultime settimane attorno all'attrice si è creata un'indiscrezione su una presunta relazione con il principe, scatenando polemiche legate alla differenzad'età: lei 49 anni, lui 82.  

L'attrice nel salotto di Silvia Toffanin ha commentato le foto diventate virali che ritraevano i due a Montecarlo mentre si tenevano per mano: "A me sembra abbiano costruito una storia su delle foto innocenti dove non c'è mai stata una dichiarazione, nessun fidanzamento o matrimonio. È semplicemente una mano". Manuela Arcuri e il principe Pallavicino si conoscono da oltre 5 anni: "Noi abbiamo istaurato un bel rapporto di lavoro, collaboriamo insieme. Io sono testimonial della sua fondazione e sono la sua immagine. Collaboriamo e lavoriamo insieme. Lui per me è un amico, si è sempre comportato bene in maniera discreta, è un principe di nome e di fatto. Una persona molto colta che mi sa dare anche dei consigli, è molto saggio. Abbiamo fatto questi viaggi insieme per lavoro".  

L'attrice ha parlato poi della reazione degli haters: "Mi ha fatto male, si sono scagliati contro di me e il principe. Io un giorno mi sono svegliata e ho letto che dovevo sposarmi col principe a dicembre. Io capisco di essere un personaggio pubblico ma hanno ricamato troppo da delle semplici foto. Hanno commentato in maniera esagerata con cattiveria". 

Manuela Arcuri ha quindi smentito: "Non c'è nessuna relazione. A me lui piace come persona, mi piace come spessore umano. Mi piace prenderci del caffè, sa ridere e scherzare. È una persona meravigliosa". E alla domanda di Toffanin se ci sarà mai la possibilità di innamorarsi in futuro: "Mai dire mai nella mia vita, al momento non è così. Al momento lo stimo, è il mio datore di lavoro". E sui pregiudizi relativi alla differenza d'età, l'attrice tiene a sottolineare: "Ognuno fa le sue scelte. Anche se non è questo il caso", dice l'attrice sottolineando che al momento non c'è alcun sentimento, almeno da parte sua. "Se lui è innamorato di me? Dovete chiederlo a lui. Magari ha un debole sì, è un uomo". L'attrice quindi non nega che ci sia un rapporto basato su un legame profondo, ma al momento è solo amicizia: "Per ora non c'è altro. Non ci sono le basi per un amore futuro, non ci ho nemmeno mai pensato".  

25 ott 2026

Cancro seno triplo negativo, oncologa Fabi: "Nuove opzioni già dalla prima linea terapeutica"

(Adnkronos) - Il tumore della mammella triplo negativo "rappresenta circa il 15-17% di tutti i tumori del seno ed è caratterizzato dall’assenza dei recettori per estrogeni, progesterone ed Her2. Al congresso Esmo 2026 di Madrid sono stati presentati nuovi dati degli studi Ascent-03 e Ascent-04, dedicati alle pazienti con questa neoplasia in stadio avanzato alla prima ricaduta. I due studi valutano sacituzumab govitecan rispetto alla chemioterapia standard". Lo ha detto Alessandra Fabi, responsabile dell’Unità di Medicina di Precisione in Senologia presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, e nel consiglio direttivo di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) intervenuta al congresso della Società europea di oncologia medica.  

"Ascent-03 - ha aggiunto l'oncologa - riguarda le pazienti per le quali l’immunoterapia non è indicata. Ascent-04 coinvolge invece le pazienti nelle quali l’immunoterapia può essere utilizzata. I nuovi dati mostrano un beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione in diversi sottogruppi di pazienti. Tra questi, le donne con metastasi viscerali o cerebrali e quelle che presentano una ricaduta della malattia dopo più di sei mesi". "I risultati dei due studi – conclude Fabi – ci portano verso una vera innovazione terapeutica, con sacituzumab govitecan come importante opzione di prima linea nelle pazienti con tumore al seno triplo negativo avanzato, idonee o meno al trattamento immunoterapico. Gli aggiornamenti presentati riguardano una serie di caratteristiche prettamente cliniche: metastasi viscerali, metastasi cerebrali, intervallo libero da malattia alla prima ricaduta superiore ai sei mesi e pazienti che hanno effettuato anche trattamenti chemioterapici diversi. In tutti questi quattro sottogruppi abbiamo un impatto, in entrambi gli studi, in termini di sopravvivenza libera da progressione".  

25 ott 2026

Campo largo, Di Battista: "Schlein non è credibile e strutturata"

25 ott 2026

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