La Juventus dura un tempo, poi è Champions Real. Feriti in piazza a Torino per un falso allarme

Cristiano Ronaldo porta in vantaggio i Blancos, Mandzukic pareggia con una rovesciata spettacolare, ma nella seconda metà della gara i bianconeri si spengono. Il 4-1 finale regala il dodicesimo successo ai madrileni. Davanti ai maxi schermi in piazza San Carlo panico per un forte rumore causato da una grata caduta: migliaia in fuga per paura di un attentato e centinaia di feriti.

La Juventus dura un tempo, poi è Champions Real

Foto LaPresse

Panico e centinaia di feriti, alcuni dei quali gravi, in piazza San Carlo a Torino, dove migliaia di persone stavano seguendo sui maxi schermi la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Verso la fine della partita un forte rumore – pare causato dalla caduta di una grata del parcheggio che si trova sotto la piazza, ma il questore di Torino ha detto che potrebbe trattarsi "forse di un petardo fatto esplodere in modo incosciente" – ha spaventato i presenti, che hanno pensato a un attentato terroristico. La paura e le urla su una "bomba" hanno provocato la fuga di migliaia di persone, molte delle quali rimaste schiacciate a terra. Il bilancio, in continuo aggiornamento, parla di oltre 400 feriti, tra cui anche donne e bambini, alcuni dei quali in modo molto grave.


 

Di malva e vittoria. Di Ronaldo, Cristiano, e di Casemiro e di Asensio. Quattro a uno: Real Madrid che alza la Champions League 2016/2017. Il viola slavato dei madrileni conquista l'Europa contro la compagine bianconera che ha tentato e lottato, combattuto e segnato, ma un tempo soltanto, non abbastanza. Juventus battuta e di netto, dopo mezz'ora che aveva fatto presagire battaglia e lotta alla pari, diventata poi resa.

 

E' nel secondo tempo che il Real sbaraglia e affonda i bianconeri. In cinque minuti, il tempo per Casemiro, centrocampista di polmoni e di tiro, di centrare, complice una deviazione, l'angolino dove Gianluigi Buffon non ci può arrivare; il tempo per Cristiano Ronaldo di timbrare la doppietta personale, il dodicesimo gol in questa edizione.

 

E sì che nei primi quarantacinque minuti la Juventus ha fatto la sua partita, ha provato a ribaltare la sfida, aperta da un gol del campione portoghese, e un passato di finali perse. Higuain aveva tentato il colpo, Mandzukic con una rovesciata aveva fissato il pari, uno a uno, risultato aperto, possibilità di dimenticare tutto quello che era stato, cioè Milan e Barcellona, cioè le ultime due sconfitte a un passo dalla gloria. Niente.

 

Il Real ha fatto quello che si aspettavano in Spagna e quello che in Italia avevano voluto non pronosticare, cioè una vittoria netta dei Blancos. Quattro a uno che è una sentenza e senza appello. Perché una finale giocata a metà è qualcosa che non si può concedere a uno squadrone costruito per vincere e vincere tutto. Serviva l'impresa e non è arrivata. Servivano undici calciatori senza errori e non ci sono stati.

 

Rimarrà un gol eccezionale, quello del croato: un gioco di gambe aereo che supera un Kaylor Navas più fuori posto che stupito; rimarrà un portiere incredibile, Gigi Buffon, almeno per palmares e pedigree, che ancora non è riuscito a sollevare la coppa con le grandi orecchie; rimarrà un giocatore eccezionale, che magari non fa un numero per tutta la partita, che magari non ha illuminato o stupito, ma che ha indirizzato la gara, l'ha vinta a suo modo, toccando pochi palloni e spedendone due alle spalle del numero uno bianconero.

 

Peccato per la Juventus, che aveva ingolosito i suoi tifosi e parte dell'Italia, quella almeno che non tifa contro a priori. Peccato. Ma contro questo Real sarebbe stato difficile per chiunque, nonostante una partita non eccellente, ma abbastanza per superare i rivali, per sollevare la dodicesima coppa più importante d'Europa, si chiami Coppa dei Campioni o Champions League.

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Commenti all'articolo

  • Andrea

    04 Giugno 2017 - 17:05

    Partita persa da Allegri già nel piano partita. Barzagli, un grande giocatore, ma inutile e incapace di tener il passo di un grande Isco. Per Ronaldo, non ci sono più parole. Contro un centrocampo davvero Real come quello del Real, lasciar fuori un Marchisio, una presunzione pagata a carissimo prezzo. A proposito del fatto di Torino. C'è da riflettere. Sarebbe il caso di fare informazione anche in questo senso. Opuscoli o cose del genere da lasciare negli eventi di massa. Non solo maggiori controlli, ma anche un po' più di consapevolezza per gli spettatori e i partecipanti.

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  • luigi.desa

    04 Giugno 2017 - 14:02

    La drammatizzazione ( dichiarazioni infantili - non ci intimidiranno) delle più alte cariche degli stati e a scendere ha creato una fibrillazione insensata eppure istintiva delle persone nei luoghi affollati .Anche se un povero costipato spara uno scorreggia una massa di esseri -non più umani ma animali nella loro primordialità - si muove in modo insensato senza una direzione ragionata. Accadrà come nei pellegrinaggi di fedeli -islam o indù o altro -nei quali per il panico muoiono calpestati anche a migliaia . La partita. Ho visto una squadra di campioni assoluti ( Dybala al centro campo il Real nonl'ha) e una squadra organizzata . La stampa italiana in gramaglie al capezzale della Giuve e poche parole su la prestazione eccezionale del Real. Quando perdono gli italiani ore ed ora a fare giri di valzer su come si è perso ." ha fatto un primo tempo straordinario" e allora perchè non ha fatto 4 pere al Real che alla fine era pareggio.

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  • Giovanni Attinà

    04 Giugno 2017 - 13:01

    La Juve ha perso perché veniva data per favorita e si era cullata. In ogni caso non c'è stata la difesa più grande del mondo e nemmeno il grande attacco: Higuain e Dybala non hanno preso palla. Sarebbe ora di affrontare le partire in umiltà vale per i vari Buffon, Bonucci(quest'ultimo in particolare ), Chiellini e compagni. Naturalmente nella vicenda ci fanno una magra figura i cosiddetti grandi commentatori, tutti presi ad inneggiare ai giocatori juventini come i migliori del mondo. Simpatizzo per la Juve, ma l'approccio alla partita è stato tutto sbagliato.

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