Noi atei impazziti

“Siamo tutti vittime, viviamo in una società ossessionata dal senso di colpa figlio della secolarizzazione”. Intervista a Wilfred McClay

Noi atei impazziti

Foto LaPresse

Era il 1981 quando cominciò a circolare nelle librerie e nelle aule delle università anglosassoni un agile libretto dal titolo “Dopo la virtù”. L’autore, Alisdair MacIntyre, in epoca di conformismo ideologico attaccò il “pensiero debole” e l’impossibilità di parlare di virtù nella morale moderna “emotivista”. Moralismo, sentimentalismo, scientismo, ipercriticismo, perbenismo, materialismo, collettivismo, femminismo, animalismo e sindacalismo per MacIntyre erano tutti sintomi della decadenza del pensiero occidentale. “Dopo la virtù” si apriva con un passaggio diventato famoso. Immaginate se usassimo ancora...

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