Stiamo per vivere nella notte del mondo

Gli invasori, se vorranno, arriveranno comunque a Roma

Ci siamo per vivere nella notte del mondo

E va bene, è quello della notte del mondo il nostro tempo. Va benissimo, siamo anche incapaci di sostenere – mortali quali siamo – la nostra stessa essenza. Dopo di che, si sa: l’andamento ulteriore dell’accadere cancella l’inizio e solo un dio può principiare col principio ma la vanvera della chiacchiera davvero è come l’impalcatura di un tempio, e cioè che ci sta solo per essere demolita? Ha ragione Giulio Tremonti: “Ai tempi della caduta dell’Impero romano gli invasori non avevano la tivù ma comunque sapevano che c’era Roma, e ci sono arrivati”.

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Commenti all'articolo

  • Nambikwara

    Nambikwara

    03 Ottobre 2017 - 10:10

    Tutte le strade portano a Roma, un vecchio detto. Superato da tutto: non ci sono più le bighe ma gli aerei non c'è il gladio ma l'atomica e infine non c'è più quella Roma e anche il "dio" cambia nome: di-gitale. Tanto per dichiararmi (a proposito del "dio" e lei un "teoretico") io apprezzo il pensiero di Hans Jonas ( "Dalla fede antica all'uomo tecnologico" ed.Il mulino e altri suoi testi).

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