Perdersi, a piedi nudi, in Sicilia

Un labirinto dalle variabili infinite

Perdersi, a piedi nudi, in Sicilia

Foto Pixabay

Unni si? “Dove sei?” Unni persi li scarpi ‘u Signuri. “Dove smarrì le scarpe Nostro Signore.” Così si compendia il dialogo del dedalo, il perdersi, lo smarrirsi in cerca di una meta che comunque dimora nell’andare e nel continuare a cercare qualcosa. La Sicilia – che di suo non è un’isola, bensì un continente – è un labirinto dalle variabili infinite. Ci si può avventurare dentro la viva carne della sua geografia e trovare le più inaspettate sorprese. L’asfalto tradisce la nostalgia del tratturo e la segnaletica decora l’approssimazione col gusto vintage delle più struggenti nostalgie. Uno spettacolo, l’entroterra. A piedi nudi tra le stoppie.

(foto di Pietrangelo Buttafuoco)

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