Dimenticare Piero Chiara, parlando di Luino

Letteratura, memoria e oblio

Dimenticare Piero Chiara, parlando di Luino

Piero Chiara (foto di Mario De Biasi via premiochiara.it)

Su RepTv c’è un piccolo gioiello – è un mini documentario – su Luino: “il paese triste dove nascono i comici”. Un filmato di Francesco Gilioli sul piccolo centro del Lago Maggiore dove hanno vissuto Dario Fo, Massimo Boldi, Enzo Iachetti e Francesco Salvi. Nel racconto fa capolino la pioggia, la malinconia lacustre, quindi l’atmosfera rarefatta di un paesaggio tutto di attraversamenti perfetti per eroi in cappotto d’astrakan (siano essi contrabbandieri, banditi o perdigiorno persi di noia). Appunto, l’astrakan. Descrivere Luino – “e la vena ironica dei personaggi del luogo” – senza mai parlare del lievito di cotanta commedia, Piero Chiara, tra i più smaglianti monumenti della letteratura contemporanea, è ben più che un lapsus, è il segno di quella rimozione attraverso cui l’Italia diventa ciò che s’è ridotta a essere: la tana dell’oblio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    16 Febbraio 2017 - 10:10

    A proposito delle minuzie del vivere a Luino, scriveva Piero Chiara: " Minuzie buone solo per me che nella provincia navigo in silenzio, attento a non svelarne l'enorme importanza per timore che i sociologi, i letterati, i sindacalisti, i sottosegretari, gli umoristi e gli altri uomini di primo piano vengano a disturbarmi nel meglio dei miei godimenti, cioè nel pieno del mio lavoro più serio, che e' quello di vivere". Grazie per avermi aiutato a ricordare. Gianfranco Trombetta

    Report

    Rispondi

Servizi