Putin apre la sua tv a Parigi per pesare nel dibattito francese

Un esperto ci spiega perché una newsroom con 150 giornalisti non è che un tassello della strategia di influenza russa in Europa

Putin apre la sua tv a Parigi per pesare nel dibattito francese

Foto LaPresse

Roma. Il prossimo novembre il media russo Rt, Russia Today, aprirà un canale televisivo satellitare in francese. Rt, che trasmette già in inglese, spagnolo e arabo ed è disponibile online in russo, tedesco e francese, avrà uno studio televisivo anche a Parigi, dove assumerà circa 150 giornalisti. Il canale è controllato e finanziato interamente dal governo russo, che stanzia un budget di circa 300 milioni di euro per le attività di informazione e investirà nell’operazione circa 25 milioni di euro, come rivelato domenica scorsa dal Journal du Dimanche. L’obiettivo ufficiale è aumentare la competitività di un canale che si vuole rivale di broadcaster internazionali come France 24, Bbc o al Jazeera, l’ufficioso, come ha scritto in questi giorni la stampa francese, è potenziare uno strumento di propaganda che ha già provato a influenzare le elezioni presidenziali dello scorso maggio.

  

Emmanuel Macron, personalmente toccato dalla diffusione di notizie false da parte dei media russi, ha duramente criticato la loro attività durante la visita di Vladimir Putin a Versailles lo scorso 29 maggio: “Quando degli organi di stampa fanno eco a delle bugie infamanti non sono più dei giornalisti, ma degli organi di influenza. Russia Today e Sputnik si sono comportati come organi di influenza durante la campagna elettorale producendo a più riprese falsità sulla mia persona e sulla mia campagna. Per questo ho rifiutato loro l’accredito”.

  

Julien Nocetti, ricercatore dell’Institut français des relations internationales (Ifri), ed esperto di Russia, spiega al Foglio come mai il Cremlino ha deciso di investire così tanto in una televisione in francese, soprattutto ora che la campagna presidenziale è finita: “La Russia ha la tendenza a ragionare sul medio lungo termine, soprattutto in politica estera, e ciò che fa Mosca non è mai casuale. Il progetto una tv in lingua francese risale almeno a tre anni fa, quando sono state lanciate le piattaforme web. La televisione satellitare è solo l’ultimo tassello”. Perché proprio una televisione? E’ possibile, per Rt, fare concorrenza ai canali più famosi? “Per quanto i russi vogliano far credere di aver lanciato la loro versione di France 24 o della Bbc, l’obiettivo non è fare informazione, e quindi non è stare sul mercato come gli altri player” risponde Nocetti, “Rt non è interessata a fare concorrenza. La volontà russa è installarsi nel paesaggio mediatico europeo, cercando di dare maggiore riconoscibilità alla visione del mondo del Cremlino. Mosca intende influenzare il dibattito pubblico dando risalto ai valori conservatori, all’importanza della religione cristiana e delle tradizioni nazionali, delle quali Vladimir Putin si pone come difensore”. L’entità dell’investimento stupisce, soprattutto se confrontato ai mezzi di altre televisioni internazionali: nemmeno la Cnn ha un ufficio così grande a Parigi. “E’ vero, ma per Putin i benefici sono maggiori dei costi”, ragiona l’analista, “ Mosca potrebbe, e forse dovrebbe, utilizzare altrimenti le risorse che impiega per combattere contemporaneamente sul fronte siriano e su quello ucraino, e invece decide di non farlo. Gli investimenti in Rt sono considerati strategici, al pari di quelli militari, basta confrontare le spese militari russe con quelle italiane per capire che il modo di ragionare è molto diverso. I due paesi hanno un pil simile, eppure la Russia spende cinque volte di più. Da questo punto di vista si può capire che per Mosca l’investimento non è così costoso perché è parte delle spese strategiche che, tra l’altro, non cessano di aumentare dal 2011”.

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Commenti all'articolo

  • mauro

    27 Agosto 2017 - 09:09

    E' forse l'ultimo tentativo del cristianesimo ortodosso, in supplenza di un cattolicesimo incerto e malato di ecumenismo, per contrastare scristianizzazione e islamismo e salvare la nostra civiltà. Che, o rimane cristiana o è destinata a trasformarsi in altro, in un'altra civiltà, che, anche se ipertecnologica, senza cristianesimo non potrà che essere peggiore. A mio parere di miscredente.

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