L'italiano rapito in Siria compare in un nuovo video

Nel breve filmato, Sergio Zanotti è affiancato da due uomini dal volto coperto e armati. Indagano i Ros

L'italiano rapito in Siria compare in un nuovo video

Sergio Zanotti nel nuovo video diffuso su YouTube

Sergio Zanotti, l'italiano scomparso in Siria 13 mesi fa, appare in un video caricato nelle ultime ore su YouTube da un utente identificato come "Abu Jihad". Zanetti ha la barba e i capelli lunghi, con alle spalle due uomini a volto coperto, armati di fucile e vestiti di nero. Da una stanza spoglia, forse in ginocchio, afferma: "Oggi è il primo maggio. Mi chiamo Zanotti Sergio. Questo è il mio secondo richiamo che mi lasciano fare". Il video della durata di appena 12 secondi si interrompe a questo punto. La procura di Roma ha fatto sapere di avere acquisito il filmato che è stato passato agli esami degli investigatori del Ros. Il reato ipotizzato è quello di sequestro di persona a scopo di terrorismo. Zanetti era scomparso nell'aprile dello scorso anno dopo essersi recato in Turchia, non distante dal confine siriano.

 

Diffuso il video di un italiano rapito in Siria da sette mesi

Sergio Zanotti, 56enne di Brescia, nelle immagini è in ginocchio: "Prego il governo italiano di intervenire". La Farnesina conferma di essere in contatto da giorni con la famiglia

 

Lo scorso novembre il sito d''informazione russo News Front aveva diffuso un altro video in cui appariva l'uomo che si identificava, dichiarava di essere "prigioniero" in Siria di un gruppo di jihadisti "già da sette mesi" e pregava "il governo italiano di intervenire nei miei confronti prima di una mia eventuale esecuzione". In quel filmato l'uomo era all'aperto, in ginocchio, con alle spalle un uomo a volto coperto e armato di fucile, e con in mano un foglio con una data, che sembrava essere quella del 15 novembre 2016.

 

Nel marzo scorso, News Front aveva pubblicato anche la foto di un documento – condiviso inizialmente su Messanger dall'uomo che si fa chiamare "Abu Jihad" – che sembrava essere il passaporto di Zanotti, in cui si leggeva che è nato a Marone, in provincia di Brescia, il 23 febbraio 1960. Il jihadista, scriveva il sito russo, minaccia di uccidere il presunto ostaggio se il governo italiano "non agirà".

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