Il Wild World di Erdogan

Invece di criticarlo, Cat Stevens va in pellegrinaggio dal Sultano

cat stevens

Il cantante Yusuf Islam, anche conosciuto come Cat Stevens (foto La Presse)

"Piccola, ti amo / Ma se vuoi andare, fai bene attenzione / spero troverai molti buoni amici là fuori / ma ricordati che ce ne sono anche di cattivi / stai attenta / Ooh, piccola, è un mondo difficile / E’ difficile farcela solo con un sorriso”. Chissà se riecheggia ancora la celebre Wild World nella testa del suo autore, il leggendario cantautore britannico Cat Stevens che dal 1977 – dopo aver raggiunto il successo planetario negli anni Sessanta del rock, aver vissuto la Swinging London ed essersi convertito all’islam – si fa chiamare Yusuf Islam. Perché a tutti sono venute in mente le parole di Wild World ieri, quando il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha pubblicato su Twitter un’immagine parlante: una stretta di mano tra lui e Islam, nella quale si vede Erdogan con un’aria serissima, che non sorride, ed è chiaro quindi chi impersoni la piccola davanti al “cattivo” della canzone. Islam-Stevens è andato ad Ankara a trovare il presidente del califfato turco più di vent’anni dopo aver velatamente giustificato la  fatwa contro lo scrittore Salman Rushdie per i Versetti satanici (giustificazione poi smentita) e tre anni dopo la pubblicazione del suo ultimo album, Tell ’Em I’m Gone. Durante tutto questo tempo Yusuf ha tentato di dare la sua versione di un islam moderato, condannando il terrorismo dell’Isis “che non ha niente a che fare con la fede” e motivando le Primavere arabe col fatto che “i musulmani sono stati sottomessi da tiranni e regimi oppressivi per secoli” (Rolling Stone, 13 gennaio 2015). Ed è per questo che è strano, oggi, vederlo andare in visita dal Sultano. Ma il successo di Yusuf nel mercato musulmano è un dato di fatto, e business is business.

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