Carlo Rovelli e quegli scienziati che giocano a fare gli storiografi

Il fisico si lancia sul Corriere della Sera in un'iperbole su un campo non suo. Ma è tendenza comune oggi, col placet della masse

Carlo Rovelli e quegli scienziati che giocano a fare gli storiografi

Isaac Newton

Sentite qua. “Talvolta nella storia i sogni più inconcepibili si realizzano: contro ogni aspettativa dei realisti, la rivoluzione francese abbatte il predominio dell'aristocrazia, il cristianesimo conquista l'impero romano, un allievo di Aristotele conquista il mondo e i suoi amici fondano biblioteche e centri di ricerca, i seguaci di un predicatore arabo cambiano l'ordine del pensiero di centinaia di milioni di persone, eccetera eccetera. Più spesso, grandi sogni si scontrano contro la forza del quotidiano, durano pochissimo o poco, crollano, vengono dimenticati. Sono i tanti rivoli della storia che, bene o male, non portano da nessuna parte”. Ma chi sarà mai questo storiografo poeta? Il fisico Carlo Rovelli, sul CorSera di oggi.

 

Ora, è vero che perfino Newton si è occupato di cronologia (The Chronology of Ancient Kingdoms Amended, opera postuma), ma è vero anche che Newton restava persuaso che il mondo fosse stato creato il 22 ottobre del 4004 avanti Cristo, alle otto del mattino. Il precedente incoraggia ad asserire che è meglio limitarsi al proprio mestiere, e che le opinioni di un fisico sulla storia devono contare tanto quanto le opinioni di uno storico sulla fisica. Ma gli scienziati sono fatti così: abituati per secoli a languire sotto il tacco di pretacchioni eruditi e retrivi, adesso che hanno acquisito una certa credibilità presso le masse reputano le proprie parole verità rivelata in ogni campo extrascientifico: storia, politica, etica, religione e tutto ciò su cui possano contribuire a diffondere una prospettiva superstiziosa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • quadroemerito

    16 Febbraio 2017 - 11:11

    E ancor peggio l'antropologa grillina, il matematico impertinente, il metorologo farfallinato, il geologo con piccozzino, lo storico d'arte col riporto che parte da sotto le ascelle. Tutti in tv dove, invece di parlare della loro materia, danno sfogo a rancori politici non richiesti, competenze da costituzionalista e analisi a senso unico.

    Report

    Rispondi

  • paolo.donzelli

    16 Febbraio 2017 - 10:10

    Infatti deve essere lasciata ai soli gironalisti la prerogativa di scrivere su tutto e tutti con ammessa incompetenza.

    Report

    Rispondi

  • bstucc

    15 Febbraio 2017 - 20:08

    E' consuetudine consolidata che i fisici a fine carriera si occupino di storia della fisica o materie affini.

    Report

    Rispondi

  • mristoratore

    15 Febbraio 2017 - 19:07

    mi sembrano solo banalità

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi