E' la meccanicità a fare l’epica del romanzo

In attesa della nuova traduzione dell'Odissea di Emily Wilson, una riflessione: e se, criticando Nolan, la studiosa avesse colto proprio quella sfumatura del personaggio che le era mancata in precedenza?

12 SET 26
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Foto ANSA

Emily Wilson tradurrà l’Odissea in inglese da capo, benché non sia ancora stata fissata una data d’uscita. La sua precedente versione, pubblicata da Norton nel 2017, è divenuta celebre per due ragioni: una riguardante il vasto pubblico, che ne ha scoperto l’esistenza quando Christopher Nolan ha dichiarato di esservisi ispirato per “The Odissey”; l’altra per addetti ai lavori, che hanno storto il naso di fronte alla traduzione di polytropon – che nell’incipit dell’Odissea italiana più classica, quella del Pindemonte, suona “di multiforme ingegno” – con un complicated che fa un po’ descrizione di una situationship nella bio su Facebook. Benché il nuovo lavoro non si annunci come revisione del precedente, bensì come nuova versione da zero, la traduttrice ha già annunciato che manterrà complicated (i ben informati dicono abbia già superato il decimo canto). Com’è noto ai lettori del Foglio, dove il pezzo è apparso in italiano, la fama di Emily Wilson è tuttavia dovuta anche a un’intemerata uscita sulla London Review of Books allo scopo di stroncare il film di Nolan, con argomentazioni per le quali qui non c’è spazio, salvo quella relativa all’evenienza che Ulisse e soci si muovano nell’agone narrativo come marionette automatizzate, senza la spinta di un impeto interiore: Ulisse torna perché deve tornare, Penelope aspetta perché deve aspettare, i Proci sbafano perché devono sbafare. Di là dal caso che questa freddezza giovi o nuoccia al film, è bene tuttavia ripescare Estetica e romanzo di Michail Bachtin (Einaudi, 544 pp., 29 euro), in cui il critico russo distingueva l’epica dal romanzo proprio in ragione della sua meccanicità; i personaggi dei poemi epici agiscono in un orizzonte di azioni predeterminate, comportandosi secondo obiettivi incrollabili fissati da valori assoluti. L’Odissea sarà stata anche un film discutibile, ma di certo non è un romanzo, con personaggi che si tormentano e agiscono su un piano di alternative possibili fra cui scegliere angosciati. Speriamo che la nuova traduzione ne tenga conto. In fondo è proprio quest’imperscrutabilità, che deriva dall’ineluttabilità delle azioni, a rendere ai nostri occhi Ulisse più che complicated, complicatissimo.