In vacanza, provare a riscrivere un classico

Le recentissime tendenze editoriali denotano un revival che non pone I promessi sposi sotto una nostalgica lente da barbogi, ma lo declina nel modo più vivo che si possa, cioè strappandolo e rifacendolo. Rileggere il capolavoro manzoniano non basta

27 GIU 26
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Classico compito per le vacanze, almeno quando l’estate appare foriera di buone intenzioni dovute all’ingannevole impressione che il tempo a disposizione possa dilatarsi all’infinito, è di mettersi di buzzo buono e rileggere almeno un classico. Data l’insurrezione verificatasi qualche settimana fa, quando il ministero dell’Istruzione ha espunto la lettura coatta de I promessi sposi dalle linee guida per la seconda liceo, mi aspetto dunque che almeno metà della popolazione dei lettori forti italiani (che già all’epoca erano venticinque) si porti sotto l’ombrellone o nello zaino il capolavoro manzoniano. Non è una provocazione fine a sé stessa. Anzitutto perché mai mi stancherò di ripetere che quello è il vero grande romanzo italiano, perciò sottrarlo all’utilizzo scolastico non può che fargli riguadagnare colorito; poi perché le recentissime tendenze editoriali denotano un revival che non pone I promessi sposi sotto una nostalgica lente da barbogi, bensì lo declina nel modo più vivo che si possa, cioè strappandolo e rifacendolo.
A me non interessa tanto che Le promesse spose di Claudio Paglieri (Giunti, 468 pp., 18,90 euro) possa riscattare Lucia con una storia di empowerment un po’ queer, né che La sventurata di Edgarda Ferri (Le piccole pagine, 203 pp., €16 euro) possa contribuire a rileggere la monaca di Monza quale vittima del patriarcato. Ciò che conta piuttosto, e conferisce senso e qualità a questi esperimenti, è come l’apparente invereconda mancanza di rispetto che sembra caratterizzare ogni tentativo di completare Manzoni o di rifarlo nasconda in realtà una smisurata, capillare ammirazione, che giova ai classici molto più del porli su un piedistallo o sotto una teca, metodo infallibile affinché nessuno li legga. Vale lo stesso per un esperimento consimile e neanche riuscitissimo come I promessi sposi di Piero Chiara (si trova ormai solo usato), ma anche per la pseudo-Austen di Orgoglio e pregiudizio e zombie di Seth Grahame-Smith (Nord, 309 pp., 12 euro) o lo pseudo-Tolstoj del brillante Guerra e pace porno di Carla Muschio (Stampa alternativa, 96 pp., € 6,19 euro). Quindi, compiti per le vacanze incipienti: va bene rileggere un classico, ma provare soprattutto a riscriverlo.