In Giappone con Enzo Mari
Il Muji Hotel di Tokyo, minimalista e pacificante, ha dedicato una mostra al designer milanese di essenzialità giapponese

Una foto del Muji Hotel di Tokyo (Foto prese dal sito dell'hotel)
Per chi avesse sempre desiderato rimanere chiuso dentro uno di quei graziosi negozi che vendono astucci, block notes, penne opalescenti e completi per il letto di misteriose misure, adesso arriva la soluzione. Il Muji Hotel di Tokyo ha inaugurato ieri seguendo le aperture cinesi di Shenzen e Pechino. Uno spazio ovviamente minimalista e pacificante nel caotico quartiere dello shopping di lusso della capitale giapponese, Ginza. Gli interni del primo Muji Hotel giapponese sono quanto ci si aspetta dal marchio del no-logo: legni chiari, architetture semplici, spazi simmetrici.
Più tutto l’armamentario giappo-minimal di gadget Muji, dal bollitore alle tazze al ventilatore al giradischi da parete, oltre all’immancabile water intelligente Toto. L’hotel dispone di 79 stanze, è in una specie di compound Muji che comprende il negozio, un WA Restaurant, e un Muji diner. Ma soprattutto un Atelier Muji Ginza, struttura polivalente dedicata con due gallerie che ospitano mostre di artigianato e design; una caffetteria, una biblioteca di libri legati sia all’architettura che all’arte contemporanea. E una lounge, sede di eventi e workshop. Per l’inaugurazione dell’hotel qui ha aperto anche una mostra dedicata a Enzo Mari, il designer milanese di essenzialità giapponese, che già nel 2002 aveva disegnato una linea d’arredamento per il marchio.
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Michele Masneri (1974) è nato a Brescia e vive prevalentemente a Roma. Scrive di cultura, design e altro sul Foglio. I suoi ultimi libri sono “Steve Jobs non abita più qui”, una raccolta di reportage dalla Silicon Valley e dalla California nell’èra Trump (Adelphi, 2020) e il saggio-biografia “Stile Alberto”, attorno alla figura di Alberto Arbasino, per Quodlibet (2021).

