Giordania, Egitto, Arabia Saudita. Sono paesi ambigui. Ma rappresentano l’unica alternativa esistente a grandi e piccoli paesi sciiti e alla loro logica di rivoluzionaria islamista, che cerca di realizzare un programma nucleare e si collega con il peggio delle autocrazie mondiali in un asse che, chiamatelo come volete, non è un asse del bene