L'editoriale del direttoreLa giusta svolta del governo sulle spese Nato ci ricorda chi fa il gioco del putinismo e chi noL'Italia conferma l'impegno di portare la quota di pil destinata alla Difesa al 5 per cento. Ma per farlo ci sono assetti da considerare e obiettivi da raggiungere. Meno bandiere bianche, più rosa dei venti nelle bandierediClaudio Cerasa13 GIU 25
verso il verticeAlla Nato tutti diranno sì a investire di più nella Difesa, chissà quanto concretamenteAl vertice Nato si discuterà di aumenti di spesa militare, ma tra vincoli di bilancio e contabilità creativa resta l’incognita sulla reale attuazione. L’obiettivo del 3,5 per cento del Pil appare ambizioso, soprattutto per i paesi con finanze pubbliche fragilidiVincenzo Camporini13 GIU 25
EditorialiLa visita di Mark Rutte a Roma tra la linea Crosetto e il feticcio del rigorismo sulla sicurezzaL'arrivo del segretario Nato in Italia riaccende il dibattito sull’aumento della spesa militare e sulla linea del ministro della Difesa. L’Italia è chiamata a conciliare impegni internazionali e sostenibilità politica ed economica, in un contesto globale sempre più instabilediRedazione12 GIU 25
il discorsoIl piano di Mark Rutte per la NatoRenderemo la Nato più forte spendendo e producendo di più, dice il segretario generale a Chatham House. Gli obiettivi del Vertice dell’Aia in due fasi: il 5 per cento del pil in difesa significa proteggere un miliardo di personediRedazione11 GIU 25
L'intervistaPerego (FI): “Per le spese militari serve lo scostamento di bilancio”Il sottosegretario alla Difesa in vista del vertice Nato del 24 e 25 giugno riconosce la necessità di sforare i parametri europei sul deficit: "Servono i fondi e non possiamo fare tagli. Sono favorevole a usare anche i fondi del Pnrr non utilizzati". E sulle sanzioni alla Russia: "Giusto un nuovo pacchetto"diGianluca De Rosa6 GIU 25
EditorialiIl voto polacco è un macigno per Ue e NatoL’Economist mette in copertina la Polonia. Il rischio di perdere il ruolo da leader dopo le elezioni presidenziali di giugno: Karol Nawrocki è pronto a ritirare il sostegno polacco a KyivdiRedazione24 MAG 25
SoundcheckL'Italia arriverà a breve al 2 per cento del pil per le spese militari. Ma come farà?L'idea del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di aggiungere alle voce contabili per il calcolo della spesa poste che adesso non sono inserite nel computo non sembra una soluzione accettabile per gli alleati europei ed americani. Eppure il governo non ha ancora annunciato alcuna manovra di bilancio correttiva per raggiungere l'obiettivodiLorenzo Borga12 MAG 25
No alle linee rosseMerz, il cancelliere che non chiude la porta all’Ue e dialoga su tuttoDal debito comune dell’Ue per finanziare la difesa all’unione dei mercati dei capitali, fino alla partecipazione della Germania e la coalizione dei volenterosi in Ucraina. Il successore di Scholz si dice pronto a “sedersi al tavolo” e ad avere “discussioni difficili”, senza veti preventividiDavid Carretta10 MAG 25
Piccola PostaLa minaccia dell'atomica e il mondo quasi spacciatoMedvedev assicura che, in caso di turbamenti della cerimonia del 9 maggio, il 10 Kyiv non esisterà più. Putin dice che spera non ci sia bisogno dell'atomica. Che dal 24 febbraio 2022 viene masticata come un chewing-gum dalle bocche del Cremlino. E ogni volta le minacce restano senza rispostadiAdriano Sofri6 MAG 25
l'editoriale del direttoreL’errore degli amici di Trump è non prendere sul serio il trumpismoNon basta ridere delle sparate né tradurre quel che dice il presidente americano in formule innocue: gli alleati europei devono capire che il trumpismo esiste, incide, cambia le regole. Ignorarlo significa restare indietro. Sia quando Trump impazzisce sia quando ha ragione (vedi le spese militari)diClaudio Cerasa6 MAG 25