Un generale che s’è tolto la divisa, ma non riesce ad abituarsi ai panni civili e più comodi e torna solitario ai campi di guerra su cui ha tenuto il comando, e contempla con una pietas tutta nuova il paesaggio dopo la catastrofe. Così viene da immaginarselo, Ezio Mauro, ora che non è più commander in chief della sua armata.