“Diciamo che il Corriere ha molti azionisti, ma non ha un editore. Ti ho dato anche il titolo del pezzo”. E qui un sospiro, forse un moto impaziente della testa che gli fa oscillare la ciocca brizzolata a metà della fronte. Quindi Ferruccio de Bortoli riprende a parlare affermando che l’editoria è difficile farla, che bisogna possedere un’intelligenza speciale, un gusto speciale per l’oggetto, per il manufatto, per la carta, per le notizie, per la scrittura, per il mestiere. Mentre i proprietari di giornali, quelli di adesso, non hanno intelligenza in genere né quella in particolare.