Quattro racconti di Zaslavsky che all’assurdo della vita in Unione sovietica – cucine comuni con le pentole incatenate perché nessuno le rubasse, la grossezza delle catene misurava la rissosità – uniscono l’assurdo della letteratura assistita dallo stato. “Il mio compagno di banco Ramón Mercader” è proprio il sicario che a Città del Messico ammazzò Trotsky.