George W. Bush torna nell'arenaDopo sette anni di vita semiprivata, lontano dai comizi e dall’adrenalina elettorale, George W. Bush è tornato nell’agone per dare una spinta all’assonnata campagna del fratello Jeb e per seppellire Donald Trump senza nemmeno nominarlo. E' un pezzo di passato che ritorna, con l'affabilità "folksy" del cowboy della porta accanto: mica poco in un'epoca di urlatori e robot.diMattia Ferraresi16 FEB 16
Essere anti establishment è così facile che ci prova anche HillaryIn quanto donna sono fuori dalla cerchia di potere, dice Clinton. Poi fa l’elenco dei potenti che la sostengono e ringrazia KissingerdiMattia Ferraresi6 FEB 16
Dieci ragioni per cui Marco Rubio è un conservatore con il bollinoFissare per troppo a lungo il circo populista di Trump e Cruz ha fatto apparire il senatore come uno slavato centrista senza principi. E' solo un errore di prospettivadiMattia Ferraresi4 FEB 16
Rivoluzione di febbraioSanders, il candidato che odia i ricchi, ha un segreto per vincere: i soldiDopo la vittoria mutilata di Hillary Clinton in Iowa e prima del cruciale voto del New Hampshire, dove il vento dei sondaggi tira a sinistra, i candidati democratici si sono lanciati in quello che l’editorialista E. J. Dionne chiama, in modo sofisticato, una gara fra “teorie competitive del cambiamento”.diMattia Ferraresi4 FEB 16
L’altro girl powerLe ragazze sognano una donna presidente, ma non Hillary che, dicono, non sa parlare al futuro e non è quella giusta per la nostra generazione.diPaola Peduzzi4 FEB 16
I cantori spericolati del socialismo coolHillary Clinton e Bernie Sanders lasciano l’Iowa con un pareggio tendenza Hillary che, al momento, è più una vittoria per il senatore spettinato del Vermont che per la ex first lady.diPaola Peduzzi2 FEB 16
Lo specialista del fango dietro la campagna di Ted CruzPer vincere in Iowa la campagna di Ted Cruz non ha solo macinato dati, estratto profili e studiato strategie data-driven, per rammentare al paese che anche i populisti con gli stivali sanno maneggiare gli algoritmi, ma ha usato quelli che Ben Carson ha generosamente chiamato “sporchi trucchi”.diMattia Ferraresi2 FEB 16
Il gioiellino Tiffany dell’establishmentBasta balle. Trump è il profeta del glamour, non è il campione della rivolta anti establishment. E’ un fake repubblicano, un falso bestemmiatore di valori costituiti. Perché piace alla sinistra newyorkese? Chiedete a Maureen Dowd.diGiuliano Ferrara2 FEB 16
La sconfitta di Trump in Iowa: "Nessuno si ricorda di chi arriva secondo"Cruz vince con la macchina elettorale, gli stivali e Dio, mentre Rubio e l'establishment danno segni di vita. Hillary Clinton resiste a Bernie Sanders.diMattia Ferraresi1 FEB 16
America irreligiosaIl luogo comune, che sempre esprime un’aliquota di verità, vuole che l’America sia tranquillamente pronta, dopo il presidente afroamericano, ad eleggere anche una donna, ma il candidato irreligioso non è il tipo che piace al paese.diRedazione30 GEN 16