La vicenda è raccontata nell’ultimo libro di Monaldi & Sorti, "Dante di Shakespeare III. Come è duro calle". La "Redemptionem misit" dice altro rispetto a quanto tramandato: non “speciale infusione di Dio”, bensì “infusione del dono di grazia”. Non “opera di Dio”, ma semplicemente “opera” (non “Dei opera, in Dei laudem” ma “Opera in Dei laudem”)