Calenda premier subito!Serve un protezionismo mirato a difendere le industrie che sono considerate strategiche, ovvero peculiari e sistemiche per le connessioni profonde che esse hanno con l’economia nazionalediGiulio Sapelli4 GEN 17
Il mercato (per davvero) e il cambiamento produttivoL’innovazione nasce tra i piccoli ma si diffonde grazie alle grandi imprese. Nessuno sopravvive da solodiFilippo Taddei4 GEN 17
Solo le riforme sono "strategiche"L'Italia deve proseguire sulla linea di fondo delle riforme strutturali per la competitività, proseguendo il cammino aperto da Renzi di un moderno riformismodiGiampaolo Galli4 GEN 17
Urge una difesa ma senza spesaLa storia di Italia è piena di esempi in cui le divisioni interne, fra opposte fazioni, hanno facilitato o addirittura sollecitato l’intervento altrui, saccheggiando l’ItaliadiFrancesco Forte4 GEN 17
Abbiamo una Mediobanca 4.0? Sempre meglio di una Iri 2.0La proposta di Calenda prevede il gioco sofisticato delle alleanze dinastiche, delle partecipazioni incrociate, e, osiamo l’indicibile, delle scatole cinesidiFranco Debenedetti4 GEN 17
Il rischio di finire "in barca"Mi chiedo a chi si stesse rivolgendo Calenda: a quali interlocutori erano indirizzate le sue parole?diGiuseppe Berta4 GEN 17
Il ministro Calenda risponde con un tweet al "girotondo fogliante"Sul Foglio di oggi economisti e osservatori hanno spiegato perché secondo loro la svolta economica del ministro dello Sviluppo economico in chiave nazionalista è da leggere come un fallimento del capitalismo italianodiRedazione4 GEN 17
L’Europa senza mercato è morta. Parla il ministro CalendaStop al Ttip? “Crisi d’identità europea su America e mercato”. “Politica interna tedesca e pulsioni anti libero scambio incrinano l’identità europea”, dice il ministro dello Sviluppo economico.diMarco Valerio Lo Prete29 AGO 16
Perché nell’industria del futuro il lavoro è possibile solo se flessibileCeemet, l’associazione di rappresentanza delle imprese meccaniche, lancia diversi spunti su uno dei fronti tanto più importanti quando più ignorati della rivoluzione 4.0: il lavoro. E lo fa rompendo alcuni tabù e superando quell’idea di lavoro in fabbrica che tanto ricorda un Novecento industriale in bianco e nero.diFrancesco Seghezzi5 AGO 16