Come già aveva accennato nei discorsi precedenti, Francesco ha condannato con parole misurate l’uso violento della religione, “una logica che può produrre solo dolore, sofferenza, distruzione, lacrime”, per poi passare al registro esistenziale ed emotivo, unendosi al lutto di una città e di un popolo che non hanno dimenticato il dolore e invocando la speranza.