Benvenuti nel nuovo San Siro, lo stadio ovale laboratorio di archistar

È stato presentato il Generali stadium a Milano. Sarà la nuova casa di Inter e Milan. Il progetto è di Lord Norman Foster e David Manica e avrà una capienza di 71.500 persone

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Foto LaPresse

Dal Bosco Verticale allo stadio verticale. Milano è fatta così, tende al cielo, vola alta. Anche se San Siro, o il Meazza se preferite chiamarlo così, ci resterà per sempre nel cuore, va riconosciuto che questo nuovo San Siro ha un suo perché. Nella Milano che sale in verticale, ci voleva uno stadio all’altezza del resto del mondo, anzi, come dicono i suoi due padri: "Il migliore del mondo". D’altra parte, se hanno demolito il vecchio Wembley e completamente rinnovato il Santiago Bernabéu e il Maracanã, non possiamo restare ancorati a uno stadio che ha appena compiuto 100 anni. Milan e Inter, o meglio RedBird e Oaktree, se lo sono comprato proprio per abbatterlo, attratti da un aumento dei ricavi già quantificato in oltre 120 milioni, figlio degli affari che potrebbe portare il nuovo impianto.
Adesso il nuovo stadio ha un nome, "Generali Stadium", una forma, un rendering, un modellino tridimensionale, una spiegazione che va oltre la semplice dichiarazione d’intenti. Per presentarlo a Milano, in una notte blindata attorno al Castello Sforzesco, è arrivato anche Lord Norman Foster, un’archistar che oggi ha quasi la stessa età del vecchio San Siro (91 anni), ma ha messo la sua firma sul nuovo Wembley, oltre che sul Reichstag di Berlino, sul Millennium Bridge di Londra e sull’Apple Park di Cupertino. Con lui ha lavorato David Manica, un’altra star dell’architettura che viene dagli States e che con Foster ha già lavorato al progetto del nuovo Wembley. Non è insomma come essersi fatti disegnare una Ferrari da chi aveva progettato solo telefonini.
Conterrà 71.500 spettatori (oltre 100 mila in configurazione da concerto), con oltre 13.000 posti premium, che verranno venduti a cifre folli. Sarà ovale e non rettangolare, con curve inclinate di 37 gradi, che dovrebbero garantire l’effetto Dortmund, o anche quello del vecchio San Siro, in fin dei conti, ovvero far sentire ai giocatori il calore del tifo. "Abbiamo voluto conservare l’anima di San Siro, uno stadio iconico", ha raccontato Lord Foster, ricordando che 67 anni fa era venuto a Milano per la prima volta, lasciandosi ispirare dalla bellezza della città, che nel frattempo è cambiata, ma non ha perso il legame con la propria tradizione. Foster e Manica hanno voluto conservare la milanesità e progettare uno stadio che farà parlare di sé in tutto il mondo. Uno stadio più comodo, ma dove la ripidità delle tribune, soprattutto delle due curve che ricreeranno l’effetto muro, e l’acustica studiata per trattenere il rumore non faranno correre il rischio di trasformarlo in un teatro. Giocare in casa avrà ancora un significato. "È uno stadio in controtendenza, oggi tutti vogliono impianti più piccoli".
 Tecnologicamente avanzato, con un sistema di recupero dell’acqua piovana e un tetto ricoperto di pannelli solari che contribuiranno alla sua autonomia energetica, il Generali Stadium avrà il campo di gioco a un livello inferiore rispetto alla strada e supererà i 60 metri d’altezza. Lo scheletro esterno in calcestruzzo prefabbricato sarà portante, sorreggerà cioè l’intero impianto, e sarà contraddistinto da 80 strutture a forma di diamante con superfici trasparenti. Da fuori vedrai la gente in movimento verso le tribune e da dentro guarderai la città (sono previsti anche due rooftop bar con vista sui grattacieli o sulle montagne). Ovviamente, giocando con le luci, lo stadio potrà essere un giorno rossonero e quello dopo nerazzurro.
C’è un solo problema. Dovrà essere pronto entro il 2031 per poter ospitare gli Europei del 2032. Poi si penserà ad abbattere il vecchio San Siro. Ecco perché non invidiamo chi abita da quelle parti. Pensate poi se fosse pure juventino.