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da Londra •
Il giusto Pallone d'oro a Harry Kane
Non ha vinto né Champions League né Mondiale. Non è stato capocannoniere né nella prima né nella seconda manifestazione. Eppure la sua stagione è stata roboante. E poco importa della pigra tradizione di premiare un giocatore che ha vinto la Coppa del mondo se non c'è un giocatore che ha vinto la Coppa che ha brillato più degli altri

Harry Kane ha vinto il Pallone d'oro
Se segni 61 gol in 51 partite e dopo l'estate ti ripresenti in campo facendo 10 gol in 11 partite e in tutto questo festeggi pure una Bundesliga, una Coppa di Germania e una Supercoppa tedesca, prima di raggiungere il terzo posto nel Mondiale, la tua stagione non può che essere estremamente positiva. E le stagioni estremamente positive è giusto premiarle. Per questo Harry Kane ha vinto il Pallone d'oro. E per giunta meritatamente, anche perché l'attaccante inglese ha trascinato gol dopo gol il Bayern Monaco in semifinale di Champions League.
Eppure... eppure era anno di Coppa del mondo, e nell'anno del Mondiale i gol dovrebbero bastare fino a un certo punto. Dovrebbe contare soprattutto quel mese di calcio tra Nazionali. E lì Harry Kane ha giocato bene, non benissimo, sicuramente meno bene di tutto il resto dell'anno.
Dovrebbe contare... forse semplicemente è sempre contato, solo questo. D'altra parte non c'è scritto in nessun regolamento che il Pallone d'oro lo debba vincere chi ha vinto tutto, tipo Fabián Ruiz che prima ha alzato la Champions League poi il Mondiale giocando a lungo impeccabilmente nonostante un brutto infortunio al ginocchio che gli aveva rovinato parte della stagione. E non c'è nemmeno scritto da nessuna parte che lo debba nemmeno vincere uno che ha alzato la Coppa del mondo, magari colui che è stato il miglior portiere del Mondiale e che a lungo ha tenuto in piedi la porta della Spagna e prima dell'Athletic Club di Bilbao: Unai Simón.
Il Pallone d'oro è un evento di interesse mondiale, ha bisogno di un volto da miliardi di visualizzazioni. E Harry Kane era meglio di Kylian Mbappé, eccezionale al Mondiale sino alle semifinali, capocannoniere sia nella Coppa del mondo che in Champions League, ma mai decisivo quando serviva di più. E non vincente: ha perso tutto quello che c'era da perdere. E era meglio di Lamine Yamal, che ha vinto la Liga da protagonista, il Mondiale senza fare granché, è uscito ai quarti di Champions alternando giocate da video di skill e débâcle irritanti.
E poi era proprio necessario assegnare il Pallone d'oro a qualcuno della Spagna campione del mondo? Una Nazionale che ha vinto la coppa da squadra di club, capace di essere più gruppo di qualsiasi altra rivale, capace di levigare le individualità in favore di un gioco collettivo, quasi socialista?
Premiare il singolo per premiare il gruppo si trasforma spesso in ipocrisia pelosa. E allora quasi quasi era davvero meglio sparigliare. Harry Kane ha vinto il Pallone d'oro. È in fin dei conti un bel sparigliare. È il premiare una stagione strepitosa fregandosene della tradizione pigra di dover premiare uno che ha giocato bene un mese in un anno.
