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guanti sporchi s2 e8 •
Nelle mani di David De Gea
Il portiere spagnolo ha tenuto in piedi la Fiorentina contro l'Inter mentre penzolava pericolosamente tra la speranza e il baratro. Poi i suoi compagni hanno rovinato, ancora una volta, tutto
La parata di David De Gea contro l'Inter
Contro l'Inter, e non solo contro l'Inter, la Fiorentina si è ritrovata a dipendere dalle mani di David De Gea. La Viola si è ritrovata appesa ai guanti sporchi del portiere con la maglia numero 43, mentre penzolava pericolosamente tra la speranza e il baratro.
In questa nuova stagione complicata, sempre a un passo dal fallimento, della Fiorentina, il portiere si sta ritagliando un ruolo che supera quello di numero uno. È una specie di santone taumaturgo al quale tutti i suoi compagni si appellano per trovare nella bufera una speranza di un domani migliore. Perché il presente... beh il presente è cupo e triste come certe periferie per troppo tempo in mano a speculatori e geometri senza fantasia.
È una periferia del genere anche la Fiorentina. Si credeva centro, aveva investito in maquillage per sembrare degna delle zone vip, si è ritrovata a guardarsi come certi palazzi che nonostante il rifacimento delle facciate restano i palazzi che sono: mal pensati e mal realizzati, distanti da ogni cosa, ma con almeno un bel panorama campestre. Quel bel panorama è David De Gea, l'ultima (unica?) speranza di trovare un po' di bellezza nella desolazione. Perché si può trovare bellezza anche nella desolazione.
A San Siro i tifosi della Viola, l'hanno vista al trentacinquesimo minuto, quando David De Gea si è allungato sulla sua destra per respingere il colpo di testa di Francesco Pio Esposito che sembrava dovesse entrare in rete per sugellare una mezz'ora abbondante di supremazia nerazzurra. E invece lo spagnolo ha detto No, ha dato dignità al più debole sopraffatto dal più forte. Lo ha fatto quasi per novanta minuti, parando tutto il possibile e oltre il ragionevole. Poi i suoi compagni hanno fatto di nuovo un patatrac fantozziano rendendo vana la sua resistenza.
Le tre migliori parate della ottava giornata di Serie A
1. David De Gea al 35° minuto di Inter-Fiorentina 2-1 – 5 punti
2. Justin Bijlow al 91° minuto di Genoa-Venezia 1-0 – 3 punti
3. ex aequo Pierluigi Gollini al 43° minuto di Napoli-Roma 3-3 – 1 punti
3. ex aequo Chrīstos Mandas all'8° minuto di Lazio-Parma 2-1 – 1 punti
La classifica
1. Lorenzo Palmisani (Frosinone), 12 punti
2. David De Gea (Fiorentina), Filip Stanković (Venezia), 11 punti
4. Chrīstos Mandas (Lazio), 8 punti
5. Mike Maignan (Milan), Guglielmo Vicario (Juventus), 6 punti
7. Wladimiro Falcone (Lecce), 5 punti
8. Justin Bijlow (Genoa), Edoardo Corvi (Parma), Josep Martínez (Inter), Alex Meret (Napoli), Maduka Okoye (Udinese), Lucas Perri (Torino), 3 punti
14. Elia Caprile (Cagliari), Pierluigi Gollini (Roma), Vanja Milinković-Savić (Napoli) 1 punto
2. David De Gea (Fiorentina), Filip Stanković (Venezia), 11 punti
4. Chrīstos Mandas (Lazio), 8 punti
5. Mike Maignan (Milan), Guglielmo Vicario (Juventus), 6 punti
7. Wladimiro Falcone (Lecce), 5 punti
8. Justin Bijlow (Genoa), Edoardo Corvi (Parma), Josep Martínez (Inter), Alex Meret (Napoli), Maduka Okoye (Udinese), Lucas Perri (Torino), 3 punti
14. Elia Caprile (Cagliari), Pierluigi Gollini (Roma), Vanja Milinković-Savić (Napoli) 1 punto
Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.
