Sport
Europa League •
La strana Europa della Torreense è il capolavoro di Luis Tralhao
Dopo la vittoria contro il Lillestrom, la piccola squadra portoghese, che tutt’ora milita nella seconda divisione lusitana, ci riprova contro il Sunderland
15 OTT 26

Foto Epa via Ansa
Dopo il clamoroso successo al debutto in casa del ben più quotato Lillestrom, il miracolo Torreense si appresta a vivere il sogno della prima, storica partita casalinga nella League Phase di Europa League. Alla base del capolavoro di questa modesta squadra portoghese, che tutt’ora milita nella seconda divisione lusitana, c’è il lavoro di un uomo che per una vita, insieme al padre e al fratello, si è affacciato dalle tribune per assistere alla finale di Coppa di Portogallo, a prescindere dalle squadre in ballo. Un impegno che aveva il sapore del rito laico, tradizione irrinunciabile di famiglia. Luis Tralhao, alla fine, quella coppa l’ha vinta da allenatore, contro ogni pronostico, portando un club di Segunda Liga ad alzare al cielo un trofeo impensabile.
Il fratello di Luis, Joao, è uno degli assistenti fidati di José Mourinho e siede sulla prestigiosa panchina del Real Madrid. I due fratelli hanno lavorato spalla a spalla per anni nelle giovanili del Benfica, poi le strade si sono separate. Luis ne era stato l’assistente nell’Under 23 del colosso di Lisbona, poi lo aveva sostituito una volta che Joao aveva fatto i bagagli in direzione principato di Monaco. Con il suo lungo lavoro nelle giovanili del Benfica ha sgrezzato una quantità infinita di talenti, da Renato Sanches a Gonçalo Ramos. Sembrava destinato a lavorare con i giovani per sempre, nonostante un breve interregno alla guida del Cova de Piedade, sempre in Segunda Liga. Era tornato all’Under 19 del Benfica, poi all’Under 23 del suo futuro miracolo: nel 2026 ha riprovato il salto dalle giovanili alla prima squadra e stavolta ha fatto centro. Torrense-Sporting 2-1 rimarrà un risultato scolpito nella storia del calcio portoghese e non solo, e poco importa che non sia arrivata l’agognata promozione dopo aver perso il playoff con il Casa Pia. Prima il trionfo in Coppa arrivato dopo una gavetta lunga 27 anni, poi il sogno sfiorato del bis in Supercoppa, stavolta con una sconfitta di misura contro l’altro gigante del calcio portoghese, il Porto.
"La vita di un allenatore è gratificante ed estenuante. Solo i familiari conoscono il dolore che possiamo provare, le emozioni fortissime che viviamo. Non mi rendo conto fino in fondo di quello che abbiamo realizzato, a volte ci penso mentre vado al campo in macchina e mi commuovo", ha detto qualche giorno dopo la vittoria sullo Sporting. Il debutto casalingo contro il Sunderland, per ragioni meramente burocratiche, non potrà giocarsi nel fortino casalingo: il Campo Manuel Marques di Torres Vedras, infatti, non rispetta i requisiti Uefa, non arrivando a 2.500 spettatori. Sarà un Davide contro Golia in salsa particolare, se si pensa alla fatica che ha dovuto fare il Sunderland negli ultimi anni per ritrovare un posto al sole della Premier League. Si giocherà a Leiria, un’ora di macchina da Torres Vedras e due da Lisbona, dove il Sunderland ha scelto di alloggiare. Sul fronte Torreense, invece, non resta che sognare a occhi aperti l’ennesimo colpo di scena, per dare a Luis Tralhao qualcos’altro a cui pensare nei suoi tragitti in macchina.