Il ritorno del "derby" del ghiaccio: Milano-Bolzano nell'hockey

Era da 5.041 giorni, dal 22 dicembre 2012, che la squadra milanese e quella bolzanina non si sfidavano. La sfida nella Ice Hockey League alla Fiera Ice Arena l'ha vinta Bolzano

12 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 09:41
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La Fiera Ice Arena, realizzata da Fondazione Fiera Milano, Rho Fiera (foto Ansa)

Sarebbe stata una piacevole coincidenza o un cattivo presagio a seconda dei punti di vista. Di sicuro un pretesto per ricordare i bei tempi andati, una madeleine proustiana. Dopo 35 anni però cambiano campionati e regole. Il 3 marzo 1991 un pareggio 3-3 poteva valere uno scudetto, il primo dopo 31 anni. L'11 ottobre 2026 invece non è consentito. Si gioca il tempo supplementare e la partita finisce non appena una delle due squadre segna il quarto gol. Portiere evitato e sdraiato sul ghiaccio, disco in porta da due passi e invasione della panchina per festeggiare. Quello che ha fatto Cole Schneider, attaccante americano delle HCB Alto Adige Foxes, Bolzano.
Funziona così in Ice Hockey League, il campionato internazionale in cui oltre a Bolzano gioca anche Milano, due rivali che non si sfidavano da 5.041 giorni. Dal 22 dicembre 2012. Dall'estate successiva la squadra altoatesina si sarebbe trasferita nella Ebel, il campionato austriaco, per aumentare visibilità e introiti. Nel frattempo è successo di tutto. Bolzano, già 19 volte campione d'Italia, ha conquistato due Ebel, diventata poi Ice Hockey League, al primo tentativo nel 2014 e nel 2018 risalendo dall'ultimo posto in classifica all'ultimo disponibile per i playoff, vincendoli. Anche Milano non è durata a lungo nel campionato italiano, seppur per ragioni opposte. Peripezie societarie, auto-retrocessioni, la scomparsa nel 2022. Infine la rinascita sulla spinta delle Olimpiadi invernali, la nuova Fiera Ice Arena e l'iscrizione nella competizione dei rivali di sempre.
Soltanto due giorni di differenza hanno impedito che il ritorno del grande classico coincidesse con quello dell'hockey a Milano. Venerdì 9 ottobre, all'inaugurazione dell'impianto davanti al presidente del Senato Ignazio La Russa e al ministro dello Sport Andrea Abodi, l'avversario è stato Innsbruck. Tutti però pensavano al derby. La Curva del Milano, subito sul pezzo per l'atmosfera creata, ha dimostrato di non aver mai dimenticato il proprio repertorio di cori e sfottò. Bolzanini e tirolesi sono stati rimati a più riprese. I biglietti per la partita sono andati sold-out con giorni di anticipo, addirittura prima di quella inaugurale. Anche il settore ospiti era pieno, uno spicchio biancorosso in un mare rossoblù.
I giocatori si sono lasciati contagiare dall'adrenalina. Le scaramucce però sono rimaste tali e non hanno raggiunto i livelli della clamorosa rissa tra il milanese Michele Strazzabosco e il bolzanino Carlyle Lewis nel 2006. Milano è andata in vantaggio tre volte con Nick Caamano, Lucas Chiodo e David Lindquist. Quando è stata ripresa per l'ultima volta dal bellissimo tiro di Jackson van de Leest, a molti tifosi di casa sarà tornata in mente quell'ultima giornata del Girone Scudetto del 1991, quando l'hockey su ghiaccio riempiva gli 11mila posti del Forum di Assago. Non bisognava perdere lo scontro diretto per evitare di giocare lo spareggio nel neutro di Asiago. Lo spettro venne evitato quando mancavano 4 minuti e 15 secondi da un gol in tuffo di Richard Bragnalo: finì dentro la porta subito dopo il disco. Stavolta è stata Bolzano a vincere per mantenere il primo posto in classifica. I tifosi di Milano però sono stati contenti lo stesso. Si può fare a meno di rivivere il passato più felice quando finalmente è tornato un presente da godersi.