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Milano torna sul ghiaccio per restarci
"Voglio costruire qualcosa che duri", dice al Foglio sportivo Christof Leitner, il presidente della nuova società a capo della cordata di investitori che ha riportato in vita una squadra e un pubblico rimasto orfano dell’hockey. La nuova squadra debutterà il 9 ottobre alla Fiera di Rho
3 OTT 26

(Foto Ansa)
Saima, Vipers, Bears, Devils. Sono state tante e mutevoli le identità dell’hockey su ghiaccio a Milano. Nomi di sponsor, nomi da franchigia americana. La stessa squadra nata, morta e risorta più volte. Persino un derby, Saima contro Devils, Cabassi contro Berlusconi, imprenditori che si giocavano la leadership cittadina con disco e bastoni. Ma anche periodi di vacche magre. Come dal 2022 a oggi. Anzi, fino allo scorso aprile, quando è rinato ufficialmente il Milano Hockey Club. Un nome essenziale, quanto basta per rimarcare un’appartenenza storica, così come i colori ufficiali rosso e blu.
“Milano merita un contesto ideale. È una città sexy, i giocatori e le famiglie vogliono venire qua”, dice al Foglio sportivo Christof Leitner, il presidente della nuova società a capo della cordata di investitori che ha riportato in vita una squadra e un pubblico rimasto orfano dell’hockey. “A gennaio ero stato a Milano per i test-event dell’Arena Santa Giulia e avevo visto mille tifosi manifestare per una squadra che non esisteva. Ad Andrea Gios (presidente della Federazione Sport Ghiaccio, ndr), Giuseppe Sala e Attilio Fontana ho detto che sarebbero stati dei polli se non fossero riusciti a costruire nulla. C’era voglia di ghiaccio”. L’entusiasmo nato dalle Olimpiadi e qualche incontro portarono al 19 febbraio, quando fu annunciata la costruzione di una struttura per gli sport su ghiaccio alla Fiera di Rho. “Lì mi è stato detto che ci sarebbe stato bisogno di me”.
Affidarsi a un imprenditore altoatesino, amministratore delegato di un’azienda specializzata in tecnologie per piste di ghiaccio e attrezzature invernali, non poteva non essere una buona idea. “Siamo partiti subito alla ricerca di partner. Abbiamo trovato molti imprenditori americani e canadesi. Il primo giugno siamo stati ammessi alla ICE Hockey League, una lega professionistica adeguata al livello che vogliamo portare a Milano”. Un campionato internazionale a cui partecipano squadre ungheresi, austriache, slovene e italiane. Ci sono anche Bolzano e Brunico. Sono stati allestiti in pochi mesi una società, uno staff e una squadra in grado di vincere cinque delle prime sei partite, tra cui lo scontro diretto per il primato a Klagenfurt. Tutte in trasferta.
La prima in casa sarà la nona, venerdì 9 ottobre, quando aprirà per la prima volta la Ice Fiera Milano. Un investimento di sette milioni di euro sostenuto da Fondazione Fiera Milano. L’eredità dei Giochi Olimpici che, altrimenti, si sarebbe spenta assieme alla fiamma. “Diventerà un centro federale, non solo la nostra pista”, spiega Leitner, “sarà aperto al pubblico con l’obiettivo di portare i giovani sul ghiaccio. C’è volontà di costruire qualcosa di bello”. Hockey, ma anche pattinaggio di figura, curling e short-track. Le partite dell’Hockey Club Milano, ma anche squadre femminili e giovanili. “La cosa più importante che abbiamo fatto finora è stata l’accordo con i Devils (società attiva nel Milanese a livello giovanile, ndr). Ora si chiamano Milano Hockey Club Prospects. Io voglio costruire qualcosa che duri a medio-lungo termine e senza un vivaio è impossibile. Più che vincere subito il campionato, preferirei vedere tra qualche anno una squadra con due tre giocatori nativi di Milano”.
La chiusura dal 2023 dell’Agorà, l’ultimo palazzetto del ghiaccio che era rimasto in città, ha rischiato di creare una dispersione generazionale. Difficile sviluppare giovani hockeisti milanesi se le realtà attive nel territorio devono portarli a Como, Varese, Madesimo (Sondrio). Da questo mese potranno crescere in una tendostruttura da circa cinquemila metri quadri, quattromila posti, otto spogliatoi per gli atleti, area di riscaldamento pre-gara. Per ora. La Ice Fiera Arena nasce come struttura provvisoria, in attesa che si costruisca un vero impianto. “Con Giovanni Bozzetti (presidente di Fondazione Fiera, ndr), abbiamo idee concrete e parliamo con diversi stakeholder. Una casa permanente ci vuole e mi piacerebbe coinvolgere imprenditori lombardi, del territorio”, rilancia Leitner con visione e pazienza.
“Il mio piano guarda ai prossimi cinque anni per piantare le radici giuste. Il club deve funzionare a prescindere da chi siano i finanziatori. È successo spesso a Milano di scomparire una volta passato il mecenate di turno”. L’ultimo fallimento nel 2022 non ha impedito ai tifosi rossoblù di celebrare due anni dopo il centenario del club. Molti guardavano all’Olimpiade con speranza, altri con scetticismo pensando che le strutture provvisorie o successivamente convertite in altro sarebbero state solo una vetrina inutile per rilanciare il movimento.
Ora invece c’è una squadra che qualche settimana fa ha sfilato lungo una Darsena in festa per presentarsi. Tra pochi giorni ci sarà anche il posto in cui tifarla e godersi un derby, domenica 11 contro Bolzano. E poi c’è la cosa più importante, assicura il presidente: “Non avremo la casa perfetta, ma c’è il cuore al posto giusto”.