Una sconfitta non mette in discussione la strada dell’Italvolley

I ko della Nazionale maschile contro Finlandia e di quella femminile contro Turchia interrompono la corsa vincente continentale degli Azzurri e della Azzurre. La pallavolo italiana però guarda avanti tenendo stretto il passato, perché un passo falso doloroso non cancella il ciclo d’oro del movimento

25 SET 26
Ultimo aggiornamento: 13:24
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Foto LaPresse

Era dall’edizione delle Olimpiadi del 2020 di Tokyo, giocate nel 2021 a causa della pandemia, che l’Italia della pallavolo maschile non perdeva un quarto di finale. Era il 3 agosto e fu l’Argentina, al tie-break, a battere gli azzurri. Considerando solo i campionati europei e mondiali, invece, bisogna tornare al 2019 per rintracciare una sconfitta ai quarti, quando l’Italia venne travolta dalla Francia per tre a zero a Nantes, segnando la fine dell’èra di Ivan Zaytsev. Da quel giorno, la bacheca si è abbellita con un Europeo vinto in Polonia, due Mondiali consecutivi (ancora in Polonia e poi nelle Filippine), un secondo posto agli Europei di Roma del 2023, dopo la brutale sconfitta in finale contro i polacchi e un quarto posto alle Olimpiadi di Parigi del 2024.
A questi risultati, sono da aggiungere anche quelli della Nazionale femminile, sconfitta il 6 settembre nella finale degli europei contro la Turchia al tie-break per quindici a dieci. Dal 2020, l’Italia femminile ha vinto un Europeo, un Mondiale e un oro alle Olimpiadi.
Le due sconfitte, arrivate una dietro l’altra a distanza di pochi giorni, non possono di certo mettere in discussione un movimento che vede la Nazionale femminile prima nel ranking mondiale e quella maschile in seconda posizione. Si possono fare valutazioni e riflessioni? Certo. Si può spegnere l’entusiasmo che ha accompagnato questi anni? Assolutamente no. Anche perché, prima della sconfitta con la Finlandia, l’Italia era partita benone. Nella fase a gironi la squadra guidata da Ferdinando De Giorgi aveva conquistato cinque vittorie su cinque, con i netti tre a zero a Grecia e Svezia. La Finlandia, da parte sua, si sta rivelando la sopresa della competizione vincendo quattro delle cinque partite dei gironi e battendo la Grecia agli ottavi, nonostante l’iniziale diciassettesima posizione nel ranking mondiale, ora aggiornata alla dodicesima. I martelli fratelli Luka e Noaa Marttilla hanno messo in grande difficoltà il muro italiano, mentre l’opposto Jeonas Jokela ha dominato la partita. I problemi interni, dopotutto, non sono mancati. Innanzitutto per alcune assenze rispetto all’ultimo mondiale. Simone Anziani, quasi un anno fa, ha ufficializzato il suo addio alla Nazionale. Giovanni Gargiulo, invece, si è ritirato per questioni legate alla sua salute mentale. E poi Roberto Russo, alle prese con alcuni problemi alla schiena. Il tutto è stato accompagnato da un match dove gli azzurri non hanno mai dato l’idea di essere in controllo o di poter seguire il ritmo finlandese, senza scordarsi che la sconfitta si è giocata tutta al tie-break.
Tuttavia l’eliminazione è stata vissuta come uno choc, e non potrebbe essere altrimenti. L’arrivo in semifinale era quasi dato per scontato, anche se un segnale era arrivato con l’eliminazione in estate dalla Nations League, sempre ai quarti. Alcuni hanno provato a dare ironicamente la colpa alla città di Torino. Nel 2018, nella fase finale del Mondiale a sei, l’Italia perse ai quarti di finale all’Inalpi Arena, dove la Nazionale guidata da Chicco Benigni mancò l’accesso alle semifinali dopo le sconfitte contro contro Polonia e Serbia. Otto anni dopo, a pochissimi chilometri di distanza, è stato il Palavela a rievocare i fantasmi del passato, anche se, ovviamente, le circostanze sono completamente diverse. Ora per De Giorgi il compito è quello di rimettere subito in carreggiata una squadra che ha alle spalle uno dei percorsi più prestigiosi della storia dello sport italiano, non si può non ripartire da qui. A contendersi il titolo europeo ci saranno Slovenia, Polonia, Finlandia e Francia. Per una volta, senza troppi sensi di colpa, possiamo restare a guardare.