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l'intervista •
Vittorie, progetti e responsabilità di Paola Egonu
"Il mio valore non è espresso solo dai punti che faccio, ma è ciò che riesco a trasmettere alle mie compagne, ciò che vivo con le loro e quanto io sia in grado di stare con la squadra", parla l'opposto della Nazionale e capitana della Numia Vero Volley

Foto Epa images via Ansa
Le sue mani affusolate spesso sbucano fuori dalla rete, pronte a murare gli stessi attacchi che sono solitamente il suo miglior linguaggio. Capita che quel fondamentale che respinge la palla nel campo avversario torni utile anche lontano dal taraflex: Paola Egonu spesso alza un muro anche nella vita di tutti i giorni, una sorta di scudo, di protezione forse necessaria quando sei non solo una sportiva ma anche un’icona mediatica. Capitana per il secondo anno di fila della Numia Vero Volley e baluardo azzurro, è reduce dall’argento continentale con il gruppo di Julio Velasco, campione di tutto. A 27 anni è ormai una giocatrice e una donna matura, consapevole del suo potenziale ma anche delle sue debolezze, perché “quelle ci sono sempre”.
Dopo l’argento all’Europeo ha scritto che la medaglia “racconta tanto di più e lascia un grande insegnamento”, ovvero?
Racconta il percorso di un gruppo di ragazze iniziato da anni e lascia tutti i sacrifici, l'amore e la fatica per arrivare lì. La cosa di cui sono più fiera è stata tornare a casa con questo secondo posto e essere accolte con amore: finalmente, siamo riuscite a trasmettere quanto effettivamente valga per noi indossare quella maglia e sacrificare la nostra vita per essere lì.
Era la prima vera competizione senza Monica De Gennaro, come l’ha vissuta? Fersino, sua compagna a Milano, se l’è cavata egregiamente….
Assolutamente, faccio i complimenti a Fers. Prima di tutto, non è facile essere titolare dopo che c'è stata una leggenda, poi ricoprire quel ruolo in questo modo è complesso perché non devi fare solo il tuo lavoro, ma devi aiutare le compagne in modo importante. È stata una bella estate e Monica mi è mancata ogni singolo giorno, ma devo dire che la sua assenza mi ha aiutato a fare quel salto di qualità, prima aspettavo che fosse lei a incitarmi.
A Milano, per il secondo anno è capitana, che cosa ha imparato di più di lei in questo ruolo?
Il mio valore non è espresso solo dai punti che faccio, ma è ciò che riesco a trasmettere alle mie compagne, ciò che vivo con le loro e quanto io sia in grado di stare con la squadra.
Cosa può fare questa squadra?
Credo che adesso sia difficile rispondere, siamo all'inizio, l'allenatore (Gianlorenzo Blengini, ndr) è appena arrivato. Penso che il focus in questo momento sia guardare noi stesse, quello su cui dobbiamo lavorare, le nostre linee guida e poi potremmo cominciare a pensare a Conegliano, Scandicci, Novara e poi al contesto europeo.
Ha vinto tutto, è una delle giocatrici più affermate, c’è ancora la paura di non essere all’altezza?
Quella c'è sempre, il dubbio rimane sempre, ed è per questo che ci alleniamo ogni singolo giorno per accrescere quell'autostima e per fare in modo di sentirci pronte prime delle partite.
Lei è ormai un’icona mediatica, come convive con la notorietà?
È qualcosa che fa piacere, un riconoscimento, anche se spesso è anche un onore. Penso sia la possibilità di essere un punto di riferimento per i giovani, se vogliamo è l’apice di quello che possiamo fare. Non è scontato poter essere d’aiuto con un piccolo abbraccio, con la mia presenza o anche con una foto con i ragazzi: so cosa voglia dire, anche io ho sono stata piccola e ho vissuto quell’età.
Quali sono le sue debolezze?
Sono una persona molto sensibile. Partendo da questo presupposto si innesca tutto: la mia corazza serve semplicemente a proteggermi, sì…questa è una delle più grandi.
Ha sfilato per l’evento di Vogue World, come è andata?
Già prima dei Giochi di Parigi 2024 avevo sfilato per Emporio Armani, indossando la divisa che avremmo utilizzato. Ora è stato molto bello, è un mondo che mi interessa e affascina tantissimo. Mi innamoro sempre di più di come la moda riesca ad unire culture, sport, lavori, visioni… è qualcosa di magico. La moda in futuro? Assolutamente sì, e non vedo l'ora, sono pronta. Prontissima.
E quindi Paola Egonu cosa vuole fare da grande?
Non lo so, quello lo scopriremo, nel cassetto c'è pure questo sogno.
A livello sportivo ha altri sogni da realizzare?
Assolutamente sì, ma non dico nulla per scaramanzia.