Sport
IL FOGLIO SPORTIVO •
Ranocchia: così si allena la testa
"Ansia da prestazione, depressione, solitudine e perdita di autostima sono fattori che incidono sulla stabilità dell’atleta e della persona. Portavo in famiglia la negatività dovuta al campo e poi a sua volta mi trascinavo in campo lo stress familiare generato da me”. L’ex difensore lancia una piattaforma dedicata al benessere degli sportivi

Andrea Ranocchia, 38 anni, ex difensore dell’Inter e della Nazionale ha lanciato Athletics Mind
Chissà dove sarei arrivato se non mi fossi rotto il crociato”. “Ero un fenomeno, eh, ma non ho mai avuto la testa”. Battute dette spesso per darsi un tono, per pavoneggiarsi. A volte, però, anche con rammarico. Perché dietro al luogo comune si cela un fondo di verità. “Noi interveniamo per evitare frasi come queste”, dice Andrea Ranocchia presentando Athletics Mind, una nuova app fondata dall’ex difensore, oggi opinionista di Pressing, per accompagnare atlete e atleti professionisti, semiprofessionisti e amatoriali in un percorso di crescita che riconosce la mente come il centro dell’esperienza atletica.
L’alibi apparentemente insormontabile, la “mancanza di testa”, definizione molto vaga e usata da tanti ex giocatori dalla Serie A fino alla terza categoria, nasconde un bisogno reale. Quello di ritrovare la testa, o di non perderla mai, allenandola come il resto del proprio corpo, come i fondamentali tecnici e le nozioni tattiche. “Da calciatore ho imparato che serve un supporto psicologico per esprimersi. Ansia da prestazione, depressione, solitudine e perdita di autostima sono fattori che incidono sulla stabilità dell’atleta e della persona. Portavo in famiglia la negatività dovuta al campo e poi a sua volta mi trascinavo in campo lo stress familiare generato da me”, racconta Ranocchia. Per questo è necessario agire da subito, per fare in modo che nessuna persona si trovi impreparata di fronte a quello che può capitarle: “Quando accompagno mio figlio ricevo spesso richieste da parte di altri genitori o degli stessi allenatori di parlare con bambini delusi e arrabbiati. Con chi non vuole più giocare dopo una sconfitta, con chi non parla per giorni. Mi presto volentieri, ma è molto meglio che inizino a farlo con qualcuno che possa davvero aiutarli”.
Per questo Athletics Mind si rivolge ad atleti dai 12 anni in su. La piattaforma può essere scaricata e usata da singoli individui, ma vuole porsi come riferimento per società, allenatori, federazioni e leghe. Il calcio non è l’unico ambito di competenza. Ranocchia ha coinvolto come investitori sia i colleghi Alessandro Bastoni, Mattia Perin, Daniele Padelli, Andrea Pirlo, Massimo Ambrosini che campioni di altre discipline come Simone Giannelli, Fabio Fognini, Filippo Magnini e personaggi dello spettacolo del calibro di Alessandro Gazzoli e Stefano Clessi. “Alcuni di loro saranno disponibili anche per sedute online con gli iscritti”, specifica Ranocchia.
“Ansia da prestazione, depressione, solitudine e perdita di autostima incidono sulla stabilità”
Luca Biondi, amministratore delegato che si occupa dello sviluppo digitale assieme a Michele Cucchiarini, ha illustrato il funzionamento dell’app: “Si compila un questionario e poi c’è la chiamata gratuita per capire meglio i servizi offerti o il primo passo conoscitivo (dal costo di 49 euro, ndr), in cui iniziare a confrontarsi con gli specialisti”. Le sedute sono online e c’è la possibilità di pagamenti con voucher: “Se una società dovesse decidere di acquistare un servizio che prevede 10 voucher per ogni componente delle sue squadre, ognuno potrebbe usufruirne quando ne ha bisogno, persino poco prima di una partita se dovesse avvertire uno stato di agitazione”, spiega Biondi. Ranocchia è convinto della necessità di partire dal basso per “evitare la dispersione di talento. Sono molti i ragazzi che non riescono a sfondare per la difficoltà nel gestire aspettative e pressioni. La famiglia stessa può generarle e il rischio è avere allenatori che non hanno basi per aiutarli. Spesso si dice che i tecnici debbano essere degli psicologi per il gruppo, ma non è qualcosa in cui ci si può improvvisare senza preparazione. La piattaforma è apertissima anche per loro, per quelle mamme e quei papà che hanno difficoltà a relazionarsi con i figli, per quelle società più piccole che ancora non si avvalgono di figure simili”.
“Non basta preparare un atleta alla performance. Dobbiamo pensare al suo benessere”
I professionisti al servizio degli iscritti saranno 30. Oltre agli psicologi, coordinati dalla psicoterapeuta e psicologa dello sport Lucia Bocchi, che ha seguito a lungo Ranocchia nella sua carriera, c’è anche un’équipe di nutrizionisti affidata al dottor Andrea Valigi, specializzato in nutrizione sportiva. “In programma c’è anche l’apertura di una sezione per la preparazione atletica, motivo per cui c’è anche Antonio Pintus tra gli investitori, lo storico preparatore di Juventus e Real Madrid”, svela Ranocchia. “Le professionalità coinvolte sono allineate, tutti gli psicologi hanno una specializzazione sportiva”, sottolinea Lucia Bocchi. “Noi dobbiamo essere garanti del benessere dell’atleta, non del suo successo. Non dobbiamo prepararlo solo alla performance, ma deve avere un equilibrio come persona”. “L’aspetto più importante”, rilancia Ranocchia. “Se un ragazzo si rende conto di non avere le capacità per realizzarsi ad alti livelli, noi comunque avremo fatto un lavoro per migliorare la qualità della sua vita evitando che sia vittima del senso di inadeguatezza, la sensazione più terribile da vivere”.
All’interno dell’app ci sono tre sezioni personali, dal diario per dare sfogo a ciò che si prova, allo spogliatoio e alla chat per parlare con psicologi e/o nutrizionisti e conservare traccia dei progressi nel corso del tempo. “Ovviamente si tratta di una relazione esclusiva tra il singolo e il professionista scelto, la privacy è garantita al 100 per cento”, precisa Luca Simonetti, coinvolto per la parte finanziaria e strategica. In attesa di scoprire i feedback, per Ranocchia c’è già qualcosa da festeggiare: “Fino a 20 anni fa la salute mentale era un tabù. Ora ci si sta aprendo e Athletics Mind nasce in risposta a questo bisogno crescente. In Europa non esiste un progetto simile”.