Quanti expected goals hai se vai in bianco in discoteca?

Sono inutili quanto gli influencer nel tennis che per fortuna Wimbledon ha finalmente messo al bando. Inutile anche il primo turno di Champion che ci ha sicuramente regalato la prima storica vittoria del Como in Europa, ma soprattutto fatto scendere in campo squadre che sarebbero imbarazzanti per la Conference 
12 SET 26
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(Foto Ansa)

Più ubriaco dell’allenatore del Fenerbache che si dimette e scappa via dalla conferenza stampa perché gli hanno tirato una bottiglia addosso durante la partita di Champions League contro la Roma, innalzo il primo brindisi del weekend a Roy Keane. L’ex centrocampista del Manchester United ha infatti spiegato una volta per tutte che cosa sono gli expected goals, quella statistica che valuta la probabilità che un tiro si trasformi in gol, un dato talmente da nerd che c’è chi valuta la prestazione di una squadra da quanto è alto quel numero, e chissenefrega se poi non ha segnato e magari ha pure perso: “Quando vai in discoteca e parli tutta la notte con una ragazza, ma poi torni a casa da solo, quanti Xg hai?”. Keane è un signore e lo ha detto con una perifrasi, io sono un buzzurro e arrivo al punto: gli Xg sono delle pugnette, ma capisco che in un mondo che pensa che Greta Scarano fermi i femminicidi puntando una mano verso i fotografi di Venezia facendo la faccia seria, ci si possa gasare perché il proprio attaccante ha fatto molti tiri che potevano essere gol.
Inutili quasi quanto gli influencer alle partite di tennis, i quali infatti sono stati banditi dal prossimo torneo di Wimbledon: non capiscono un cazzo, vanno lì per smarchettare gli sponsor e fumarsi canne, e fanno reel talmente brutti da farmi sperare che l’intelligenza artificiale davvero prima o poi ci ammazzi tutti (l’apocalisse mi coglierà mentre sprofondo nella bionda, of course).
E a proposito di cose inutili, il primo turno di Champions League ci ha sicuramente regalato la prima storica vittoria del Como in Europa, ma soprattutto fatto scendere in campo squadre che sarebbero imbarazzanti per la Conference: viva la democrazia e il calcio del popolo, per carità, ma cosa ci fanno Lens, Sabah, Slovan, Viking e Lask nello stesso torneo di Bayern Monaco e Real Madrid, a parte falsare le statistiche e dare l’illusione alle big di essere fortissime?
Come ho già scritto: contenti voi, contento Ceferin. L’ultimo brindisi lo faccio invece a Orsato, il nuovo capo degli arbitri italiani che nelle prime giornate di Serie A ha semi-abolito il Var, rendendo le partite più guardabili e levando il velo di ipocrisia che da troppe stagioni avvolgeva uno strumento che invece di togliere gli errori non solo li aveva moltiplicati, ma aveva anche aggiunto una patina di moralismo giustizialista che tanto piace a chi si prende sul serio. Non a caso leggo che il Var viene difeso dal nostalgico Luca Bottura su Domani (e dove se no?), il quale fa la predica al nuovo corso con l’abusatissima e buona per tutte le stagioni immagine dello “specchio del paese” (la Serie A senza Var come l’Italia e viceversa) e rimpiange l’interventismo dell’uomo forte in auricolare da Lissone. Troppo impegnato a combattere il fascismo, deve essersi perso lo scempio che è diventato il calcio negli ultimi anni con le continue incursioni tecnocratiche che rimpiange.