Adesso ci sono anche arbitri che fanno le gag in campo

Dopo la confessione dell'ex arbitro Mike Dean è più chiaro perché certi rigori non vengono fischiati: scherzavano

5 SET 26
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L'ex arbitro Mike Dean (foto Ap, via LaPresse)

Avendo già dato la mia imprescindibile opinione sull’addio di Messi alla Nazionale dei buffoni nei giorni scorsi, sono costretto a concentrarmi sul turno di campionato che incombe, anzi già è iniziato. Da noi domani si giocano Everton-Manchester United e Arsenal-Chelsea, in Serie A si aspetta – più trepidanti di me al bancone del pub con la bionda felice di vedermi tra le mani – quel grande equivoco che è Juventus-Milan. Grande equivoco perché continuano a presentare questa sfida come se fossimo negli anni Novanta, mentre da qualche stagione è diventata l’emblema perfetto della mediocrità del calcio italiano: poco in palio, gioco rivedibile, giocatori bolsi e semisconosciuti che si affrontano in campo indossando maglie appartenute a chi una volta a calcio sapeva giocare davvero.
Non a caso la vigilia di queste sfide è caratterizzata da articoli amarcord e dalla solita intervista a Boban che ogni tre mesi dice che il Milan fa cagare (ma si dimentica di dire che scelse come allenatore dei rossoneri Giampaolo, il Maestro). Tutto fa brodo, quando c’è poco da esaltare, anche pubblicare analisi sul ritorno del baffo da pornostar anni Ottanta perché ce l’hanno Mangas e Woltemade, o scrivere che Allegri già si gioca tutto in tre partite.
Attizzare, sgrillettare e poi bruciare, questo è il motto di chi scrive di calcio oggi, chi era un grande ieri domani sarà una sega, e viceversa. Poiché tutto deve fare sensazione sono costretto a scoprire mio malgrado che il momentaneo capocannoniere della Ligue 1 faceva l’animatore nei villaggi turistici, e non so se questa sia una bella storia di successo o indice del livello del campionato francese. Nel dubbio alzo una pinta a Maurizio Crosetti, il giornalista sportivo più scazzato dell’universo, che è riuscito a vantarsi su X di non conoscere i nuovi acquisti della Juventus Sarr e Woltemade, definiti “sconosciuti” dopo avere spiegato che del calcio gli “importa sempre meno”. Saranno contenti i suoi lettori, in particolare chi ha ancora il coraggio di spendere soldi per comprare Repubblica e leggere aggiornamenti da uno che non si aggiorna perché gli è scesa la catena.
L’ultimo brindisi per Mike Dean, ex arbitro inglese noto per la sua pelata che fumava meno di quella di Collina. Ritiratosi nel 2022, Dean ha recentemente detto che durante le partite che arbitrava faceva sostanzialmente il cazzone, “facendo scherzi” e partecipando a “sfide segrete” tipo quella di rimanere il più possibile nel cerchio di centrocampo o di non fischiare il più a lungo possibile. “Vive nel mondo delle favole”, ha commentato il suo ex capo, aggiungendo che queste sue dichiarazioni danneggiano gli arbitri in attività. A me sembra invece che li aiutino: se contestati per un rigore non dato o un fallo non fischiato, potranno sempre dire che era una gag.