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Davide Frattesi e i treni per Roma
All'Inter era diventato una comparsa. Per lui Gennaro Gattuso aveva altri piani: concedergli il centro del proscenio. E lui il centro del proscenio se l’è preso subito: prima partita primo gol, seconda partita secondo gol. Tutti e due decisivi

Davide Frattesi esulta per il gol che ha permesso alla Lazio di battere il Genoa nella seconda giornata di Serie A (foto Ap, via LaPresse)
Simone Inzaghi gli aveva cucito addosso l’abito perfetto, quello che gli cadeva a pennello, quello del risolutore: minutaggio ridotto, spazi maggiori nei quali inserirsi, la responsabilità di condurre l’avanzata decisiva. Aveva fatto cose egregie per due anni in campo. Eppure fuori dal campo Davide Frattesi credeva di poter ambire di più di quel ruolo da attore protagonista part time. Ed era convinto di poterlo ambire all’Inter. Cristian Chivu però era di altro avviso. Per lui aveva altri progetti. In pochi mesi l’abito che Simone Inzaghi gli aveva cucito addosso si è rovinato prima di lacerarsi in modo irrimediabile.
La stagione gioiosa e vincente dell’Inter è coincisa con la stagione triste e mediocre del centrocampista italiano, passato da attore protagonista part time a comparsa senza battute, un volto e un corpo in mezzo a tanti. L’ambizione non sempre ti migliora, a volte ti fa scivolare, ti manda a terra, soprattutto se non ci si accorge del contesto nel quale ci si trova.
Quel volto e quel corpo volevano battute, volevano un ruolo e uno scopo. E quando si cerca un ruolo e uno scopo si imbocca in un modo o nell’altro la via che porta a casa.
Davide Frattesi è tornato a Roma, è tornato alla Lazio, la squadra che per prima gli aveva dato fiducia.
Certo, non proprio una casa. Una bifamiliare, perché Davide Frattesi dalla Lazio passò alla Roma. Uno smacco per i tifosi laziali. Anzi un mezzo smacco: il centrocampista non debuttò mai in prima squadra. Anzi un quarto di smacco: quando era al Sassuolo disse di no all’ipotesi di tornare alla Roma. Anzi nessuno smacco: è un aquilotto, dicono negli ambienti del tifo laziale. Lui non si è mai espresso, però aveva gli occhi emozionati alla presentazione con la maglia. Chissà.
Fatto sta che Davide Frattesi a Roma, con la maglia della Lazio addosso, ha ritrovato il sorriso. E ha trovato il sorriso perché ha ritrovato il campo e quella bella sensazione di partire dal primo minuto.
Alla prima giornata di campionato era partito dalla panchina, ma perché arrivato a preparazione già partita da parecchio. Per lui Gennaro Gattuso aveva altri piani: concedergli il centro del proscenio. E lui il centro del proscenio se l’è preso subito: prima partita primo gol, seconda partita secondo gol. Tutti e due decisivi. Tutti e due da tre punti. Tre più tre fanno sei, come Inter, Juventus e Milan a guardare tutti gli altri dall’alto in basso della classifica di Serie A.
Certo è un momento, un soffio di vento caldo in un’estate che non accenna a rinfrescarsi. Però intanto è un momento da ricordare, quello del sorriso ritrovato, quello di una stagione iniziata bene. Soprattutto la convinzione di aver avuto ragione quando aveva pensato di poter essere un risolutore anche dal primo minuto e non solo un protagonista part time.
Chi a Milano c’è arrivato da Roma sostiene che il bello di Milano sia il treno per Roma. Davide Frattesi ha dato a tutti quelli che dicono questo sostenendo la ragionevolezza di questo detto, un altro motivo per sostenere che tutto questo sia vero. Almeno per ora. Perché agosto nasconde in sé sempre un pianto e una malinconia.
Anche quest'anno c'è Olive, la rubrica di Giovanni Battistuzzi sui (non per forza) protagonisti della Serie A. Piccoli ritratti, non denocciolati, da leggere all'aperitivo. Qui potete leggere tutti gli altri ritratti.