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Bentornata Serie A, ma per fortuna riparte la Premier
Al via tra pronostici destinati a saltare, allenatori in cerca di alibi e presidenti pronti a smentirsi. Meno male che c'è ancora vita nelle terre d'Albione

Foto ANSA
Adesso che potete smetterla di dirvi esperti di nuoto e atletica, e già state dimenticando i nomi di staffettisti e lanciatori, siete pronti a iniziare la vostra Via Crucis stagionale. Ricominciano i campionati di calcio, e questo significa che purtroppo per voi ricomincia anche la Serie A. I love this gioc, come direbbe Ciro Immobile, e sto rifacendo scorta di bionda per sopportare anche i Parma-Cagliari e Venezia-Lecce che mi toccherà guardare (con la coda dell’occhio, of course) per potervi meglio insultare su questa rubrica.
È tempo di previsioni e tabelle che verranno smentite, di esperti che giurano che quest’anno il campionato lo vincerà una squadra che poi farà cagare da in piedi, di allenatori che dopo la sconfitta alla prima giornata diranno che si aspettano ancora qualcosa dal mercato (ho il sospetto che qualcuno perda apposta solo per poterlo dire) e di presidenti che diranno che la squadra è a posto così e che non si vende più nessuno, salvo cedere il migliore in rosa a mezz’ora dalla fine del mercato. Vi aspetta un anno di mediocrità, di “quanto è forte il Como di Fàbregas”, di 1-0 ruminati da Allegri, di uscite parafilosofiche di Spalletti per giustificare uno 0-0 con l’Udinese, di psicodrammi milanisti e intercettazioni interiste.
Per fortuna inizia anche la Premier League, dove ben nove club hanno cambiato allenatore, e l’Arsenal sembra incredibilmente in grado di difendere il titolo conquistato lo scorso anno. Manchester City, Liverpool e Chelsea hanno un nuovo manager; il Tottenham ne ha uno praticamente nuovo e il Manchester United uno relativamente nuovo. Tra chi lotta per il titolo, solo l’Aston Villa ha una certezza in panchina con Unai Emery (che però vincerà l’Europa League come da tradizione). Se dovessi puntare due sterline le giocherei sulla “sorpresa” Manchester United, che potrebbe trasmettere la sua condizione pluriennale di orfana di un grande manager ai cugini del City: l’ex banda di Guardiola ha iniziato malissimo prendendo tre pere al Community Shield contro i Gunners, e il pur bravo, ma antipatico Maresca rischia di fare la stessa fine che hanno fatto i successori di Sir Alex Ferguson all’Old Trafford. A 44 anni Mikel Arteta è l’allenatore con più esperienza nel campionato inglese, e se fossi uno di quelli che rompono i coglioni con il nuovismo che vanno tanto di moda da voi direi che è un segno importante di come il calcio ha bisogno di ringiovanire con idee nuove e vincenti.
La verità è che il football resta la cosa più bella del mondo a prescindere da schemi, tattiche, età e visioni degli allenatori. Roba per cui persino la Serie A vale la pena di essere seguita. Ma senza esagerare.