Un’estate diversamente azzurra e piena d’oro

Da Hong Kong a Parigi, l’azzurro è stato ancora una volta il colore di moda, come se l’effetto dei Giochi non finisse mai. Pellacani, Taddeucci, Favaretto donne d’oro. E non è ancora finita
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Chiara Pellacani (foto Lapresse)

È un’estate diversamente azzurra. Un’estate italiana senza la Nazionale di calcio, ma piena d’oro. E anche questa volta come capita regolarmente ai Giochi, sono state le ragazze a insegnarci a volare. Chiara Pellacani, Ginevra Taddeucci, Martina Favaretto, tra tuffi, acque libere e lame ci hanno accompagnati in queste settimane verso medaglieri che mai ci saremmo aspettati così scintillanti. Da Hong Kong a Parigi, l’azzurro è stato ancora una volta il colore di moda, come se l’effetto dei Giochi non finisse mai. Ai Mondiali di scherma abbiamo conquistato 4 ori e 4 argenti, aggiungendo al successo di Martina quello delle squadre di fioretto (maschile e femminile) e della squadra femminile della spada, vincendo ovviamente il medagliere. Quello che ci vuole marciando verso Los Angeles 2028 quando gli americani giocheranno in casa e raccoglieranno i frutti gli investimenti che stanno facendo per quell’occasione. Il bello della scherma azzurra è che ha trovato la continuità tra i campioni di ieri e quelli di domani. Non fanno in tempo ad andare in pensione che in pedana ci sono già gli eredi pronti a continuare la tradizione. Lo fotografa bene la finale del fioretto femminile dove Martina ha battuto l’eterna Arianna Errigo.
La ragazza dell’estate, aspettando l’atletica che sta per entrare in pista ai suoi Europei e poi più avanti le nazionali di volley e quella di basket femminile, è stata Chiara Pellacani con le sue cinque medaglie d’oro in cinque gare. La frase che racconta la sua settimana da dio è quella pronunciata da suo padre Paolo, collega de La 7: “Le ho fatto una battuta – ha detto – ma ti sei mangiata una cinese?”. È stata così perfetta nei suoi tuffi da non farci quasi sentire il rumore dell’acqua quando arrivava ad attraversarla che il paragone con le tuffatrici cinesi è stato naturale. La cinese sembrava lei, nata a Roma e ora emigrata a Miami a studiare e ad allenarsi. “Sognavo di fare la foto con le cinque medaglie”, ha raccontato. Ora quella foto c’è davvero e le cinque medaglie sono tutte d’oro. È qualcosa che non avevamo mai visto nella storia dei tuffi, anche se Tania Cagnotto a casa ha venti ori europei. “A questi Europei mi sono resa conto del salto di qualità con tanti tuffi a livelli altissimi. Piano piano cerco di avvicinarmi alle cinesi”, ha detto. Al collo ha un ciondolo con i cinque cerchi. Anche per lei l’obiettivo è Los Angeles dove una medaglia non è più un miraggio.
Dalle acque pulite della piscina di Saint-Denis a quelle della Senna dove Ginevra Taddeucci ha conquistato l’oro nella 5 e nella 10 chilometri e il bronzo nella knockout nonostante rispetto alle avversarie avesse già molti chilometri nelle braccia. Ha battuto le avversarie e la Senna: “Dentro ci ho trovato di tutto. Era un troiaio incredibile”, ha detto ai microfoni della Rai battendo anche il bip della censura. Tre medaglie in tre gare e manca ancora la staffetta dove lei e Paltrinieri potrebbero regalarci altre medaglie. Le nostre ragazze, intanto, non hanno mollato nulla. Cinque medaglie in cinque gare per Chiara, tre in tre gare per Ginevra e due in due gare per Martina e Arianna. Più che azzurra è un’estate rosa.