Le nuove regole del Como? Una mossa da cattivi di successo, quindi evviva

La squadra ha semplicemente messo in chiaro che chi si abbona deve andare allo stadio, e soprattutto non cedere il posto – come spesso succede – ai tifosi avversari. Abbonati in presenza e monocromia sugli spalti

5 AGO 26
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Foto LaPresse

Ma non rompete le palle al Como, vi prego, e lasciateli andare avanti con le loro regole sugli abbonamenti. Da queste parti non abbiamo mai alzato pinte per l'esperimento holliwoodiano-indonesiano che ha trasformato una squadra sportivamente anonima ma con una tradizione di tutto rispetto in un vincente club di plastica, ma viva gli Hartono e le ultime novità per seguire la stagione allo stadio Sinigaglia. L'abusata categoria della "favola" applicata al Como aveva rotto i coglioni da tempo, bene dunque che da quelle parti abbiano fatto qualcosa che ha finalmente indispettito giornalisti e sedicenti esperti sempre pronti a esaltare ogni esalazione di fiato di Cesc Fabregas.
Qual è lo scandalo, si chiederanno i lettori che in questi giorni con le palle a mollo hanno di meglio da fare che seguire polemiche estive della Serie A? "I titolari di abbonamento che dovessero assentarsi a più di tre partite casalinghe senza aver informato preventivamente il club e senza un motivo valido, potranno perdere l'abbonamento e il diritto di rinnovarlo". Il motivo? "Vogliamo che ogni posto disponibile venga occupato da tifosi del Como". Anche i più sprovveduti sanno che in Italia vige la dittatura delle big, i cui tifosi riempiono anche gli stadi delle "piccole" contro cui giocano, creando un effetto distonico imbarazzante sugli spalti in occasione dei gol. Bene, forte della qualificazione in Europa e prevedendo molte richieste di abbonamenti, il Como ha semplicemente messo in chiaro che chi si abbona deve andare allo stadio, e soprattutto non cedere il posto – come spesso succede – ai tifosi avversari (solitamente interisti, milanisti o juventini).
Non solo, dalla prossima stagione sarà vietato indossare i colori della squadra avversaria in qualunque settore dello stadio eccetto quello dedicato ai tifosi ospiti. Che dire? Mi sembra una mossa da cattivi di successo, quindi evviva. In Inghilterra non esiste che ti siedi in tribuna con la maglia degli avversari, chi ci prova viene bloccato all'ingresso o allontanato dagli spalti; non solo: l'abbonamento è una cosa seria, che si tramanda di padre in figlio (o di madre in figlia così non mi rompete le palle), che non si può cedere a cani e porci, che va onorato anche quando la squadra ha meno obiettivi stagionali di Torino e Udinese. Ma le avete viste a San Siro l'anno scorso le scene dei turisti con la maglia della Juventus alle partite del Milan o quelli con la maglia del Milan che esultavano al 3-0 dell'Atalanta? Il calcio ai tempi di Infantino è diventato un baraccone, l'appartenenza un optional che varia con le mode, meno male che c'è chi vuole sui propri spalti tifosi che ci credono e non i disturbatori avversari che occupano posti solo perché sono tanti. Viva quegli stronzi del Como, così si fa.