Il nuovo ct della Nazionale secondo l'AI

Il profilo migliore per la nostra nazionale sarebbe Pep Guardiola. Ma alla luce delle parole di Maldini, “noi aspettiamo chi realmente vogliamo”, se l'allenatore spagnolo dovesse dire di no, sarà allora Pirlo a prendersi la panchina azzurra

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Foto LaPresse

Ho chiesto all’intelligenza artificiale una proposta sul nuovo ct dell’Italia. Mi ha risposto inizialmente di non avere gli strumenti per una indicazione del genere, salvo poi ripensarci e indicarmi Guardiola come il profilo più giusto. La mia AI (ognuno ne ha una, questa è a buon mercato), sostiene che Guardiola rappresenti la figura ideale non solo per questioni tattiche (la mia AI deve aver giocato a calcio in un’altra vita) ma per capacità manageriali, così pronunciate da permettergli di ristrutturare tutto il sistema calcistico italiano, dalle selezioni giovanili fino alla Nazionale maggiore.
Proseguendo nelle mie domande, ho chiesto ad AI se per caso Guardiola sapesse cosa fosse Coverciano. La risposta è stata affermativa: Guardiola sa benissimo cosa sia Coverciano, un po’ per suoi trascorsi calcistici in Italia, un po’ per cultura personale, essendo il centro tecnico di Coverciano la scuola allenatori più famosa nel mondo. Senza che io glielo domandassi, la mia AI ha proseguito sbilanciandosi sull’opera dello spagnolo qualora venisse nominato ct: una rivoluzione tecnica vera e propria che comincerà esattamente da Coverciano estendendosi alla Nazionale.
Insomma, per AI non ci sono dubbi, con Guardiola tutto si risolve, magari con pazienza, ma si risolve. Sarà un caso, ma Malagò, insieme a Maldini e Leonardo, proprio a Guardiola si sono rivolti per cominciare la rifondazione. Che abbiano chiesto alla mia stessa AI? Non credo, hanno fatto da soli. Però di sicuro si saranno posti le seguenti domande.
La prima: Guardiola è adatto ad allenare un giorno si e tre mesi no? La seconda: 20 milioni di euro all’anno (la cifra che lo spagnolo avrebbe chiesto, anche se va un po’ ridimensionata), non sono comunque troppi? La terza: Guardiola conosce Ulivieri, il capo del settore tecnico? Perché se non lo conosce, forse non sa che trascinarlo via da Coverciano non sarà un’impresa semplice. La quarta: chi comanda tra noi (Maldini e Leonardo) e lui (Guardiola)? La quinta: quanto tempo diamo all’ex allenatore del City per ottenere qualche risultato importante? L’ultimo interrogativo è destinato a perdersi nel vento, in quanto stupido. Nessuno può sapere quanto tempo sia necessario per riemergere dal pantano. Sul resto dei quesiti si può discutere a lungo. Ma c’è una frase che pesa su tutte le domande possibili, e l’ha pronunciata Paolo Maldini, “noi aspettiamo chi realmente vogliamo”. Parole che uccidono l’ego di Conte, rimbalzano sul ciuffo bianco di Mancini e si posano sopra le spalle di Andrea Pirlo. Perché nel caso Guardiola dica di no, sarà l’ex juventino a prendersi la panchina azzurra. Come seconda scelta? Chiedetelo ad AI, io vado a fare un tuffo nel mare.