Remco Evenepoel ha trovato nel lago il riflesso giusto

Il campione belga è stato il più rapido a percorrere i 26,1 chilometri della sedicesima tappa del Tour de France 2026, l'unica cronometro individuale di questa edizione. Tadej Pogačar si è dovuto accontentare del secondo posto

21 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 16:22
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Foto Ap, via LaPresse

Belotorige, druide degli Elvezi, sosteneva che il futuro fosse impresso nelle acque del lac Léman – che non si chiamava ancora così, ma tant’è – perché gli dei avevano impresso gioie e disgrazie sulla sua superficie. Fu leggendo le increspature del lago che avvisò il luogotenente di Cesare nell’attuale Ginevra, Tito Labieno, della sorte tragica che il suo comandante aveva davanti: morte per mano amica. Tito Labieno rise e lo condannò alla lapidazione.
Per secoli furono in molti a dare per buona la possibilità che sulla superficie del lac Léman si potesse leggere il futuro. Andò così fino all’inizio del Novecento. L’ultimo capace di predire ciò che sarebbe accaduto scrutando le sue acque fu un tale Robert Hueller: venne incarcerato per truffa e morì suicida in galera il 2 agosto del 1914 dopo aver saputo che la Germania aveva dichiarato guerra alla Russia e lui era da due anni che diceva che il mondo era prossimo alla fine e che una guerra di dimensioni mai viste era prossima.
È assai improbabile che il lac Léman possa avere il futuro impresso sulla sua superficie. Eppure Remco Evenepoel aspettava proprio di capire cosa ne sarebbe stato del suo Tour de France guardando il lac Léman. Se avesse visto il riflesso di un corridore vincente a cronometro nulla per lui sarebbe stato davvero precluso e avrebbe potuto aggrapparsi alla speranza di salire sul podio. Se avesse invece visto il riflesso di un corridore battuto anche a cronometro tutto sarebbe stato perduto.
Remco Evenepoel ha vinto la cronometro del Tour de France. L’unica cronometro individuale del Tour de France. E nemmeno per specialisti. Una cronometro difficile, con una prima parte in salita, una seconda in discesa e una terza in piano ma con troppe curve (ne sa qualcosa Florian Lipowitz, caduto e costretto al ritiro) per andare davvero fortissimo. Lui è andato fortissimo perché è quello che gli riesce meglio. Tutti i rivali per il podio a più di un minuto. Tadej Pogačar no, c’ha messo 28 secondi in più del campione del mondo e olimpico a cronometro a pedalare i 26,1 chilometri della sedicesima tappa del Tour de France 2026.
Dopo l’arrivo Remco Evenepoel era contento, sorrideva animato da una profonda tranquillità, quella di chi sa di aver fatto tutto quello che poteva fare. Anche perché è la seconda vittoria di tappa a questo Tour, la seconda consecutiva dopo quella di domenica.
Dopo l’arrivo Tadej Pogačar non era contento, aveva nel volto una tensione dolente, un’insoddisfazione triste come se un pensiero cattivo gli continuasse a ronzare in testa. Ci ha messo un po’ a ritrovare il sorriso, lo ha ritrovato grazie a Mads Pedersen passato di là per chiedere alla maglia gialla come era andata. Ha risposto che “Remco va troppo forte”. Poi ha aggiunto, “a cronometro”. Ripartirà in cerca di gioia, proverà a ritrovarla in cima a qualche montagna.
Dopo l'arrivo Paul Seixas era fiducioso. Al primo Tour de France, probabilmente l'unico Tour de France nel quale gli sarà concesso il lusso dell'errore, non ha sbagliato nulla, ha corso una cronometro di ottimo livello, ha chiuso al quarto posto e dal quarto posto in classifica generale ripartirà anche lui sognando e sperando nelle montagne.