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Mondiali 2026 •
La Spagna ha vinto i Mondiali 2026: Argentina battuta per 1-0
Un gol di Ferrán Torres al 106esimo minuto ha permesso alla Nazionale spagnola di alzare la seconda Coppa del mondo nella sua storia

Foto Ap, via LaPresse
Quanto meno questa volta nessuno si può lanciare nella descrizione del grande disegno celeste orchestrato da Diego Armando Maradona, ormai divinizzato alla maniera della Roma imperiale, e realizzato dal presunto figlio, Lionel Messi, che un giorno – che sia il più tardi possibile – siederà alla destra del padre. Nell’eccesso di retorica che ha accompagnato l’estate mondiale dell’Argentina, il misticismo dozzinale è stato spesso abusato. Si è esaurito al termine di centoventi minuti di una finale assai poco emozionante per oltre cento minuti, con tanti momenti di sbadigli e pochi guizzi capaci di muovere il pubblico non schierato per nascita dal torpore. La Spagna ha vinto il Mondiale 2026. La partita è terminata 1-0 grazie a un gol di Ferrán Torres arrivato ben oltre il termine ultimo dei novanta minuti regolamentari: 106esimo minuto, il primo del secondo tempo supplementare. Un gol arrivato senza urla ed epicizzazione un po' raffazzonata. Tutto sommato un bene.
Quanto meno va riconosciuto a questo Mondiale una sottile e cattiva ironia: un gol oltre il limite naturale del tempo che toglie la soddisfazione di un bis mondiale a uno dei più grandi campioni della storia del calcio, sicuramente quella recente, che si era ostinato a rimanere presente ben oltre la naturale scadenza. In centoventi minuti Lionel Messi ha fatto poco o niente se non essere guida e talismano, ragion d’essere per compagni che nel solo saperlo in campo trovano un motivo in più per giocare oltre il loro meglio.
E sì che era partita bene Spagna-Argentina. Dopo quattro minuti Lamine Yamal ha fatto quello che sa fare meglio, giocare bene a calcio: uno-due con Dani Olmo e bel tiro. Per un bel po’ la finale dalla Coppa del mondo 2026 è stata quello, un bel po’ di falli, qualche provocazione, un accenno di rissa, troppi passaggi inutili a ricordo del tiki taka che fu. L’Argentina aggrappata al miracolismo – e alla bravura, assai guascona, di Emiliano Martínez –, la Spagna alla convinzione che prima o poi ce l’avrebbe fatta. Una convinzione è spesso vanagloria, due è vanagloria al quadrato. Il miracolo non è arrivato.
Poteva andare peggio, poteva piovere. Se non fosse che dopo certi calori una bella pioggerellona assume tutto un altro fascino.
Sarà stato il caldo, saranno state le troppe partite, sarà che in America le finali sono tristanzuole – due su due, dopo quella di Usa ’94 sono il cento per cento – fatto sta che c’è stato poco da ricordare se non una sensazione di netta superiorità della Nazionale spagnola e un gol e un altro annullato alla Spagna per un piede che ne ha calpestato un altro per puro caso.
