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Il Foglio sportivo - IL RITRATTO DI BONANZA •
Calciomercato, basta poco per essere felici
In questa finestra estiva, il Milan è l'unica squadra che si è mossa veramente. Per il resto, siamo al nulla cosmico o quasi. Eppure c'è stato un tempo in cui siamo stati il centro del mondo, tutto succedeva da noi
11 LUG 26

Foto LaPresse
Se è vero che il vuoto rappresenta un’esistenza, il calciomercato di questi giorni è pieno come non mai. Infatti non succede assolutamente nulla, pochissimi affari, movimenti a rilento, nessun colpo di scena. Il Milan, ormai scarnificato di tutta la sua parte italiana, con Cardinale a presenziare Milanello, è l’unica società che si è mossa veramente. Per il resto, siamo al nulla cosmico o quasi. Da pseudo esperto del settore, impegnato a imbastire una trasmissione sull’argomento ogni sera, non dispero, parlo di altro: il volo di un calabrone, il campanile di Pordenone, un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più. Però mi è capitato di tornare indietro nel tempo e guardare che cosa è successo negli ultimi 30 anni in fatto di calciomercato. Ebbene, mi è venuto quasi da ridere, per non piangere. Siamo stati il centro del mondo, tutto succedeva da noi. Milioni di milioni di euro spessi a destra e a manca, con il calcio internazionale che aggiornava l’agenda in relazione ai nostri movimenti. Inutile fare i nomi, li conoscete bene.
L’ultimo acuto è stato della Juventus con Cristiano Ronaldo, un sogno realizzato a beneficio soprattutto del portoghese, pagato troppo dalla Juventus, quasi in bancarotta per scalpellare i suoi addominali definiti. Da quel momento l’Italia si è ingrigita, fino a piangere per la dipartita di Palestra, protagonista di un solo campionato di Serie A con il Cagliari eppure inseguito come il nuovo Yamal.
Il calciomercato mediaticamente si è ridotto ormai allo sbriciolamento social. Tutti ne parlano, spesso a caso, a volte azzeccandoci. Tutti hanno le immagini di tizio e di caio che tanto in rete non si paga nulla. Eppure, io mi diverto lo stesso. Il calcio d’estate resta un sogno ad occhi aperti, e sentire dalla voce di Di Marzio che il Parma, cito a caso, è interessato a un cipriota, mi fa comunque sobbalzare di riflesso con un pensiero: stai a vedere che il cipriota diventa il nuovo CR7.
Il resto, comunque, rimane il classico di sempre. La trattativa che parte, poi si ferma, riparte ancora, ma non decolla, fino a quando sfuma per cause non meglio precisate. Poi ci sono gli aeroporti dove di notte arrivano i giocatori freschi (si fa per dire) di un lungo viaggio. Il povero giornalista, ormai lì da molte ore (sembrano giorni), pone al futuro CR7 sempre la solita domanda, “sei contento?”, a volte il calciatore non si volta neanche perché cosi gli han detto di fare. A volte invece, camminando sempre di fretta, risponde a denti stretti un “sì” che sembra arrivare dall’oltretomba. E noi tutti a sorridere, in brodo di giuggiole come si dice. Perché ci basta poco per essere felici.