Sport
Il Foglio sportivo - That win the best •
Vedere le partite dei gironi dei Mondiali vuol dire farsi male
A guardare Messico-Sudafrica viene nostalgia della Serie A. Fortuna che c’è Vardy che ci ricorda cos’è
13 GIU 26

Foto LaPresse
Mentre scrivo non so se quando voi leggerete questo articolo sarò sopravvissuto a Canada-Bosnia e Stati Uniti-Paraguay. Quella dei gironi mondiali è una traversata nel deserto fatta di fagiolate, espulsioni sbagliate (ma il Var non doveva risolvere ogni problema?), gol brutti, schemi tattici antidiluviani, giocatori improbabili che accarezzano la gloria per poche ore prima di ricadere nell’oblio sportivo per sempre. Mi sono fatto del male guardando Messico-Sudafrica, giovedì sera, e me ne sono pentito più di quella volta in cui ho bevuto limoncello invece che brandy: una partita talmente brutta e insulsa che ho avuto un’improvvisa nostalgia di Serie A. Senza esagerare, of course.
Lunga vita a Jamie Vardy, che dopo un anno di purgatorio alla Cremonese ha detto tutto quello che c’è da dire sul vostro campionato. Poiché nessuno è perfetto lo ha detto in un podcast, anzi peggio, nel suo podcast (oggi non sei nessuno se non ti piazzi davanti a un microfono a dire la tua). L’ex bomber del Leicester ha detto che il calcio italiano rispetto a quello inglese “è molto più lento e difensivo”, che in allenamento si corre tantissimo, “e poi quando vai in partita non ne hai più”. E no, il problema non è l’età del calciatore inglese, visto che il trentanovenne dice che vorrebbe correre di più, ma quando ha senso correre. C’è chi sta peggio, per carità. Penso a Ibrahimovic, ormai intrappolato nel suo personaggio al punto da dire che “Zlatan è meglio di Messi e Ronaldo” (però una cosa giusta l’ha detta: “Se il livello del calcio di oggi è questo, potrei annunciare il mio ritorno in campo” – sai che gioia per i milanisti liberarsene?).
E penso al povero Zaïre-Emery, calciatore francese del Paris Saint-Germain che ha la colpa di avere meno di 21 e trovarsi in ritiro con la sua Nazionale in Massachusetts. Lì non solo non si possono bere alcolici fino a quell’età, ma neppure entrare in posti che li vendono, per cui Zaïre-Emery non può neppure sedersi al bar dell’albergo. Ora, a parte che è difficile che un giocatore impegnato al Mondiale vada a sbronzarsi al bar dell’hotel (anche se non vedo che problema ci sarebbe, nel caso, bisognerà pur sopportare il fatto che la prima partita della Francia sarà contro il Senegal), ma si potrebbe pensare a un’eccezione per le Nazionali di calcio. Impossibile: sono americani, mica persone ragionevoli. Grazie a Dio non vivo in Massachusetts e i 21 anni li ho superati da un po’, ho fatto il pieno di brandy e di bionda, anche se non basta mai, e trattengo il fiato fino a che il Mondiale non comincerà, finalmente. Perché non è ancora cominciato, vero?