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Mondiali 2026 •
I Mondiali 2026 iniziano con le vittorie di Messico e Corea del Sud
La Nazionale messicana batte un Sudafrica imbarazzante in difesa. Quella coreana ha vinto contro la Repubblica Ceca che non si difende tanto meglio della compagine africana. Le prime partite sono state un déjà vu della Coppa del mondo del 1994

Foto Ap, via LaPresse
Il Mondiale nordamericano è iniziato con un déjà vu, almeno per chi ha ricordi dell'estate di trentadue anni fa, di quel mondiale americano solo statunitense fatto di partite ondivaghe, belle ed eccitanti a tratti intervallate da momenti sonnacchiosi colmi di sbadigli. D'altra parte è estate, anche se non ancora astronomica, ma meteorologica sì. E se negli Stati Uniti si boccheggia, sugli altipiani messicani c'è l'aria rarefatta, quella che da noi si va a cercare nelle fughe dalle città. Il problema è che molte grandi città in Messico sono sopra i millecinquecento metri.
Messico-Sudafrica e Corea del Sud-Repubblica Ceca sono state partite simili, terminate come dovevano terminare, con la vittoria della squadra sulla carta, e sul campo, più forte: il Messico e la Repubblica Ceca. Partite spettacolari a momenti, ma bei momenti, con più o meno lunghe pause di riflessioni. Un invito al divertimento immediato, che cozza con il proseguo prima di riaccendersi improvvisamente. Ce ne saranno molte così, forse tutte.
L'incipit mondiale del Messico è stato esaltante: dopo quattro minuti, una grande azione conclusa benone da Raúl Jiménez alla quale si è opposto altrettanto benone il portiere sudafricano Ronwen Williams; dopo otto, il primo gol della Coppa del mondo, segnato da Julián Quiñones grazie soprattutto a un pasticcio orribile della difesa sudafricana.
Partite che hanno brillato in azioni d'attacco e fatto rabbrividire quei pochi che ancora provano piacere a vedere una difesa ordinata, capace di smorzare l'impeto e la bravura degli attaccanti avversari. Non ce ne è quasi più di gente del genere, categoria in estinzione, se non estinta del tutto. Strano che il Wwf non abbia lanciato qualche allarme.
Difensivamente il Sudafrica è stato imbarazzante. Creassero un Nobel per l'inclusione e la bontà andrebbe dato alla Fifa e al suo allargamento extra-large. O forse no, di brutture difensive ce ne sono sempre state ai Mondiali. La Nazionale sudafricana però ha fatto del suo meglio per scalare le classifiche. Non è andata meglio quella della Repubblica Ceca, che ha passato oltre un'ora di gioco a non capire nulla di quello che stava facendo la Corea del Sud. Un'ora nella quale i coreani hanno fatto tutto bene, benissimo, tranne l'unica cosa che contava davvero: gol. Sono addirittura andati sotto, poi hanno ribaltato il risultato, dando alla partita una giustizia sportiva. Ha vinto la squadra più forte e che ha giocato meglio, non sempre accade, quando succede c'è da rallegrarsi.
Ogni Mondiale crea i suoi protagonisti buoni per un'estate. Tre ottimi candidati sono già emersi. Il primo è Julián Quiñones, un po' centravanti, un po' ala, un po' colombiano, un po' messicano, senz'altro per casacca indossata, che ha piede, forza e temperamento buono per crearsi l'hype giusto in questa estate calcistica e vivere di rendita per i prossimi quattro anni. Il secondo è Brian Gutiérrez – americano di nascita, messicano di stirpe e con addosso la casacca del Messico – e lui dà l'idea di non essere un giocatore di un'estate e basta. L'ultimo è Kim Seung-Gyu, portiere della Corea del sud, uno che nelle uscite alte fa assai fatica, ma che tra i pali è una bellezza vederlo saltare di qua e di là con un'agilità impressionante.

