Make Azzurri Great Again. Ai Mondiali al posto dell’Iran? La commedia all’italiana perfetta

 Ricordate Spagna ’82? Eravamo partiti con una squadra che non doveva superare il primo turno. Figuratevi cosa possiamo combinare in un torneo dove non dovevamo neanche partecipare per la terza volta di seguito

di
23 APR 26
Ultimo aggiornamento: 02:43 PM
Immagine di Make Azzurri Great Again. Ai Mondiali al posto dell’Iran? La commedia all’italiana perfetta

Foto Tino Romano (foto Ansa)

E’ la commedia all’italiana perfetta – quella che al cinema non sappiamo più fare. Un’Italia ripescata ai Mondiali al posto dell’Iran, grazie a Trump, nel momento esatto in cui ci si era appena sganciati dal perfido alleato – i dazi, la dignità, l’Europa, Giorgia sedotta e abbandonata – ecco uno di quei plot twist che solo i grandi sceneggiatori di una volta sapevano immaginare. Sarebbe un magnifico ribaltone politico-calcistico. Si immaginano già grandi dilemmi in queste ore a Palazzo Chigi. Che fare? I primi comunicati. Le contromisure. I post su Facebook già caricati in bozze: “L’Italia al posto dell’Iran ai Mondiali non è un ripescaggio ma una vittoria di civiltà”; “L’Italia ha quattro titoli mondiali e rappresenta i valori fondanti dell’Occidente. L’Iran no”, dice La Russa al Tg1, “e poi penso ai nostri ragazzi, quelli che non hanno mai visto l’Italia, questo ripescaggio è per loro”. Lacrime. Arriva la nota del Quirinale: “Lo sport è un momento di incontro tra i popoli. Auspico che le decisioni vengano prese nelle sedi competenti, nel rispetto dei regolamenti”. La Federcalcio si ricompatta. Tornano tutti. Riecco Gravina. Riecco Abete. Riecco Gattuso in conferenza stampa col cappellino MAGA che subito corregge i giornalisti: “Make AZZURRI Great Again”. Forza Italia vola nei sondaggi.
Nel frattempo, America in festa: parata di tricolori nei ristoranti di Mulberry Street, Sal Da Vinci vola a Boston per il concerto di apertura. Grandi proteste a sinistra. Sdegno in Parlamento. Intervento di Fratoianni sul neocolonialismo della Fifa. Centri sociali sul piede di guerra: No al ripescaggio con Trump! No ai mondiali insanguinati! Fratture nel Campo Largo. Conte prende tempo. Poi propone di guardare la Nazionale “ma in modo critico”. Intervento risolutivo di Silvia Salis: se va l’Italia che vada anche la Palestina!
Applausi, consenso alle stelle, un altro rave e annuncio di maxischermi a Genova per vedere la nazionale di Gaza. Salis spiega che non c’è uno Stato palestinese ma c’è una squadra – che esiste, fa un bel calcio, gioca col 4-4-2 in Giordania e non si è qualificata per un rigore contestato contro l’Oman al minuto 97, che andrebbe anche rivisto al Var. Il campo largo si ricompatta. Lettera all’Onu, firmata da tutta la sinistra italiana. Plauso di Guterres: l’Iran ha già i diritti umani, la Palestina vada ai Mondiali al suo posto. Ecco sì, sarebbe un intreccio formidabile. Anche perché lo sappiamo tutti: se Paolo Zampolli – con la complicità di Infantino, Peter Thiel, servizi deviati, Netanyahu, ecc… – riesce davvero a mandarci in America, i Mondiali li vinciamo noi. Sicuro. Matematico. Non c’è storia. Ricordate Spagna ’82? Eravamo partiti con una squadra che non doveva superare il primo turno. Figuratevi cosa possiamo combinare in un torneo dove non dovevamo neanche partecipare per la terza volta di seguito. Forza Italia!