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"L’unico della famiglia che si è girato a pancia in su". Intervista a Michele Lamberti
"Ho rivisto quando papà, a Bonn, fece il record del mondo o vinse il Mondiale". Ma nello stile libero. Lui è il solo della sua dinastia a non averlo scelto come disciplina. Parla il nuovo recordman italiano nei 50 dorso

Michele Lamberti Michele durante la Settecolli Swimming Trophy del 2024 (foto di Fabio Frustaci per Ansa)
"Sono l’unico della famiglia che si è girato a pancia in su...", scherza Michele Lamberti, fresco di record italiano nei 50 dorso e il solo della sua dinastia a non aver scelto lo stile libero. Classe 2000, quando il padre Giorgio firmava il record del mondo, non era ancora nato. Oggi si allena a Brescia con mamma Tanya Vannini (campionessa azzurra) e Maurizio Divano. Il nuoto scorre nel dna: il fratello Matteo e la sorella Noemi stanno scrivendo la propria storia, bracciata dopo bracciata. "C’è anche mia zia che cura la preparazione atletica – precisa – Divano ha dato un contributo in più e papà ci segue spesso da bordo vasca. I miei ci hanno insegnato a pensare a noi stessi, senza guardare gli avversari o quello che hanno fatto loro. Allenarsi con un genitore è speciale, sono cresciuto così. A questi livelli è utile, serve la massima fiducia e alchimia, è un punto a nostro favore".
Come spesso capita quando si parla con figli d’arte, quel cognome, più che un fardello, è un onore. A casa Lamberti regna la riservatezza, un po’ di timidezza e il massimo rispetto per le imprese genitoriali. "Da piccoli abbiamo visto insieme alcune gare e ci hanno raccontato qualcosa. Da solo, ho rivisto quando papà, a Bonn, fece il record del mondo o vinse il Mondiale". La scelta del nuoto è stata naturale, grazie al fratello che inizialmente faceva tennis e poi scelse il nuoto. Per fare uno sport del genere, con carichi di lavori importanti e che ammette spesso può risultare monotono, serve tanta passione: "Chiede tanto, ma la sensazione che mi dà l’acqua, come se fosse una seconda pelle, non me la dà niente. È difficile trovare le motivazioni ma la spinta arriva dal fatto che ti piace quello che fai".
E così a Riccione, l’azzurro ha vinto tre titoli e siglato il primato assoluto con pass per l’Europeo di Parigi. "Ha un sapore speciale, vengo da mesi particolari. Un anno e mezzo fa ho avuto problemi alla spalla e ho fatto fatica con la preparazione. Arrivare a un riscontro del genere è una soddisfazione incredibile". Tornare a Brescia, dopo aver svolto un periodo a Verona, con Alberto Burlina e allenandosi con Thomas Ceccon, ha inciso. "Sono a casa dagli italiani del 2024, per diversi motivi, personali e tecnici, anche se sono stato bene a Verona. Poi, sono iniziati vari problemi e non sono mai riuscito a lavorare come avrei voluto. Nuotare con Thomas è stato stimolante, sono cresciuto umanamente e sportivamente. Ho visto come si allena, ovvero in maniera impeccabile e ho cercato di rubargli qualcosa".
Ora lo sguardo va ad agosto, a Parigi, cercando di migliorare i risultati olimpici: "I Giochi sono stati fantastici: ho condiviso l’esperienza con mio fratello che torna ad allenarsi a Brescia. La gara non è andata come volevo e magari adesso sarà uno stimolo in più. Nel villaggio olimpico abbiamo pure incontrato Nadal e ci siamo fatti la foto". Poi, all’orizzonte ci sarà Los Angeles 2028, con la novità dei 50 metri. "È un’opportunità, ma non voglio tralasciare le altre distanze. Il 50 è quella che mi riesce meglio, ma in condizione voglio essere competitivo sulla doppia distanza, magari riprenderò i 200: pian piano capiremo. Le difficoltà? Fanno parte del percorso. Lo sport fa bene, ma ad alto livello è un po' usurante. I momenti complessi sono una chance per crescere: vado avanti cercando di fare meglio". Fuori dall’acqua segue tanti sport, tifa Milan e studia lingue, inglese e cinese. E sul futuro non si sbilancia: "Non ci ho ancora pensato. Spero di nuotare il più a lungo possibile, ma mi piacerebbe restare in questo mondo, magari allenando".