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Il ritorno della Ferrari che sa solo vincere
Il team di Coletta comincia da Imola la difesa del Mondiale Wec e sogna la quarta Le Mans. Da quando è entrato in gioco, il team ha sbagliato pochissimo. E ora si rinizia con la stessa gente e gli stessi sogni perché di vincere non ci si stufa mai
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13 APR 26

DIDA: La Ferrari 499P campione del mondo Wec e tre volte vincitrice a Le Mans è qui in pista con le Frecce Tricolori. Il Mondiale Wec comincia la prossima settima con la 6 ore di Imola che sarà preceduta dal prologo del campionato martedì (foto Ferrari Me
La Ferrari che vince sempre è pronta a una nuova sfida. Ma aver conquistato le ultime tre edizioni della 24 ore di Le Mans e i due titoli mondiali (Piloti e Costruttori) lo scorso anno, non autorizza a stare tranquilli. Da quando è entrata in gioco, la squadra diretta da Antonello Coletta ha sbagliato pochissimo, continuando a migliorarsi stagione dopo stagione fino al doppio titolo del 2025, l’anno orribile della Formula 1 in rosso, tanto che in molti avevamo ipotizzato un trasloco in massa verso gli uffici occupati da Vasseur e dai suoi fedelissimi. Non è successo nulla di tutto questo e oggi il mare sembra tranquillo, anche se dopo la lunga pausa della Formula 1, tutto potrebbe ricominciare di nuovo se le evoluzioni previste sulla SF-26 non daranno i risultati sperati e promessi. Per ora però nulla è cambiato e la prossima settimana l’avventura dell’hypercar ferrarista nell’Endurance riparte con la 6 ore di Imola, prima tappa del Mondiale Wec (martedì il prologo) che ha dovuto rinviare, per ovvi motivi di forza maggiore, l’appuntamento inaugurale previsto in Qatar. Si ricomincia con la stessa gente e gli stessi sogni perché di vincere non ci si stufa mai.
Questa volta però le incognite sono ancora più del solito perché la concorrenza (Toyota, Bmw e Alpine) ha giocato il cosiddetto “Joker Evo” per intervenire massicciamente sulle vetture dello scorso anno. La Ferrari no. La 499P è evoluta solo nell’aerodinamica, dopo che è cambiata la galleria del vento scelta dalla Fia per omologare le auto rendendo obbligatoria una riomologazione per tutti. Una mossa che ha coinvolto tre aspetti. Il cambio della galleria del vento da Sauber a Windshear, quindi dalla Svizzera agli Stati Uniti. Una nuova raccolta e analisi dei dati con nuovi punti di misura in galleria del vento. E una ridefinizione della finestra di prestazioni. Così l’hanno spiegata Antonello Coletta e Ferdinando Cannizzo. Ferrari ha preferito sviluppare la 499P senza usare il ”Joker” che avrebbe permesso una rivoluzione: “Abbiamo preferito tenercelo in tasca per il futuro”.
Ferrari contava sui test precampionato per capirci di più, ma anche quelli sono saltati e con le auto già in Bahrain è stato possibile effettuare solo un test a Imola. Così si arriva in gara con le carte coperte e sarà la 6 ore del Santerno a leggere la mano al campionato. “Ci sono diverse incognite dovute al cambio dell’aerodinamica, alla nuova costruzione delle gomme e ai nostri avversari che porteranno vetture nuove – spiega Antonello Coletta, il grande capo del progetto Le Mans – Arrivare al primo appuntamento senza i test che avevamo programmato complica le cose, anche perché chi gareggia nel campionato Imsa in America ha già disputato una 24 ore a Daytona e una 12 ore a Sebring e ha potuto effettuare molti test…”. Coletta non cerca scuse, non è il tipo. E dice nulla neppure del BoP (Balance of Performance) che è cambiato e potrebbe complicare ulteriormente le cose. Assurda la regola Fia che vieta ai team anche solo di nominare il BoP, come se nel calcio si vietasse agli allenatori di parlare dell’arbitro.
D’altra parte i costruttori avversari non ci stanno a perdere e c’è chi sta cercando ogni mezzo possibile per rallentare le tre Ferrari. “Stanno rasentando il ridicolo”, sussurra qualcuno. Toyota è l’avversario più pericoloso (“Quello che preoccupa di più”): ha cambiato macchina, ha esperienza, ha una gran voglia di rivincita. È il Costruttore che ha creduto di più nell’Endurance e perdere a Le Mans per tre anni di fila, è stato un problema, conoscendo l’orgoglio giapponese. Coletta non ha cambiato i piloti: “Siamo arrivati primi, secondi e terzi… era impossibile far meglio. E poi sono rimasti tutti affamati e motivatissimi. I campioni del mondo vogliono rivincere e riconquistare Le Mans, l’altro equipaggio vuole andare a prendersi la gloria a sua volta. Non temo certo rilassamenti e poi a Le Mans tutti vogliono rivincere. Abbiamo vinto tre anni di fila con tre equipaggi diversi, adesso potremmo ricominciare il giro…”. Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado sono i campioni in carica con la numero #51. Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicolas Nielsen con la #50 sono i loro primi avversari. Yifei Xe, Robert Kubica e Phil Hanson con la Ferrari gialla numero #83, gestita da AF Corse e sponsorizzata dalla Esa Nano Tech di Leonardo Maria Del Vecchio, punta a vincere Le Mans per due anni di fila. Insomma ognuno ha le sue motivazioni. E la 24 ore di Le Mans è un’extra motivazione per chiunque. “Giovinazzi e Pier Guidi sono campioni del mondo, ma aver sfiorato il successo a Le Mans anche quest’anno e poi non averla vinta, gli è rimasto qui…”. “Io non sento la pressione – racconta Coletta – Sento, però, questo modo di pensare di tutti che se vinci è normale e se non vinci hai fallito… In realtà non si può vincere sempre, anche se noi ci proviamo. Quello che dico è che dobbiamo essere bravi a rimanere in lotta per vincere, essere competitivi e in grado di dare la nostra zampata per vincere. Cominciare sulla pista di casa, intitolata al nostro fondatore e a suo figlio, aumenta le aspettative perché ci teniamo a fare bella figura. Ma più che altro avremo un sacco di attività e dovrò cercare di fare da ombrello per togliere pressione dal team e consentire a tutti di rimanere concentrati sul weekend”. Quest’anno si arriverà a Le Mans con due sole gare di rodaggio, una difficoltà in più. “Saranno tutti lì a cercare di batterci”. E comunque partire da campioni in carica è sempre un bel modo per cominciare una stagione. Dall’altra parte della strada a Maranello lo aspettano da quasi 20 anni.