Alla scoperta di Donte DiVincenzo, nuovo volto della Nazionale di basket

È un giocatore che in Nba è abituato a rivestire un ruolo di supporto, e per questo motivo è perfettamente calato in un contesto di squadra, forse più di quanto potrebbe fare una star catapultata dagli Stati Uniti
di
25 JUL 25
Immagine di Alla scoperta di Donte DiVincenzo, nuovo volto della Nazionale di basket

Donte DiVincenzo (foto Ap, via LaPresse)

È servita una corsa contro in tempo, ma alla fine “The Big Ragù” è pronto a rispondere alla chiamata di Gianmarco Pozzecco. Nell’Italbasket che si prepara al prossimo Europeo (Azzurri sul parquet per il debutto a Limassol il 28 agosto contro la Grecia, in un girone completato dai padroni di casa di Cipro e da Georgia, Bosnia e Spagna), ci sarà anche un attesissimo volto nuovo. La Fip, ancora scottata dalla vicenda di Paolo Banchero, si è mossa con cura per accogliere il desiderio di Donte DiVincenzo, sulle cui origini italiane c’è ben poco da dire. Voleva vestirsi d’azzurro e le pratiche sono state concluse a pochi giorni dal raduno azzurro.
Ma cosa aggiunge, al gruppo di Pozzecco, uno come DiVincenzo?
Non c’è solo l’aspetto tecnico da tenere in considerazione: parliamo infatti di un giocatore che in Nba è abituato a rivestire un ruolo di supporto, e per questo motivo è perfettamente calato in un contesto di squadra, forse più di quanto potrebbe fare una star catapultata dagli Stati Uniti. DiVincenzo è una guardia affidabilissima dall’arco (38 per cento in carriera in Nba) ma che potrà dare una mano enorme alla Nazionale con il suo secondary playmaking. È un giocatore di atletismo, letture e sacrificio, che ha trovato il suo posto in Nba per la sua capacità di mettersi al servizio delle stelle: in Nazionale dovrà prendersi qualche responsabilità in più a livello offensivo, ma se c’è un’abilità che deve essere riconosciuta a coach Pozzecco è quella di saper mettere i giocatori in condizione di dare il meglio, eredità neanche troppo velata del suo vecchio maestro Charlie Recalcati.
In Nba, DiVincenzo ha già vissuto mille vite: si è trovato presto a essere un tassello importante in una squadra capace di vincere il titolo (Milwaukee Bucks versione 2020/21); altrettanto in fretta si è sentito smarrito, scaricato prima dai Bucks, pronti a sacrificarlo direzione Sacramento anche per ragione relative al salary cap, quindi dai Kings, che non hanno prolungato il suo contratto da rookie. A quel punto ha scelto i Golden State Warriors, dove ha perfezionato il tiro da tre grazie a un maestro come Steph Curry e trovato il trampolino di lancio ideale per firmare un ricco quadriennale ai Knicks. Nella Grande Mela, DiVincenzo ha ritrovato Jalen Brunson e Josh Hart, compagni di college a Villanova, e insieme hanno dato vita a una versione di New York in pieno stile Thibodeau, il coach che ha plasmato quei Knicks attorno alla difesa e a un certo tipo di durezza fisica sempre gradita al pubblico del Garden. Ma in Nba le cose cambiano in fretta e DiVincenzo è stato spedito a Minneapolis. DiVincenzo è dunque un giocatore capace di stare stabilmente in campo in Nba anche ai massimi livelli, dando difesa, tiro, fisicità e un pizzico di playmaking.
Pozzecco dovrà riuscire a ottimizzarne il talento trovandoselo per le mani all’improvviso, a un mese dall’Europeo, nella speranza che sia il più possibile un inserimento plug and play, impresa non semplice visto che la carriera di Donte non è mai passata per l’Europa e per le regole Fiba. Il profilo sembra perfetto da inserire in una squadra che vuole difendere, passarsi la palla, sporcarsi le mani.
Non sarà il Banchero a lungo inseguito e corteggiato, ma è comunque un giocatore vero, che ha fortemente voluto l’Italbasket. E non è poco.