Guida ai playoff della Nba

Inizia la parte più interessante della stagione del basket americano. Ecco cosa aspettarsi dai prossimi 45 giorni sotto canestro
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15 APR 23
Ultimo aggiornamento: 10:09 AM
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Foto Ap, via LaPresse

Dopo la regular season, anche il play-in è andato in archivio, emettendo sentenze definitive per Thunder, Pelicans, Bulls e Raptors, le cui corse sono già arrivate al capolinea; iscritti last minute ai playoff, invece, i sopravvissuti agli spareggi degli ultimi giorni: Lakers, Wolves, Hawks e Heat. E così, il 2023 del basket a stelle e strisce è pronto a entrare nel vivo, con il tabellone dei playoff ormai definitivo e le prime gare in programma già stasera.
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Una Conference alla volta, dunque, ecco cosa aspettarsi dai prossimi 45 giorni di Nba, da cui emergeranno le due finaliste per il Larry O’Brien Trophy.

Eastern Conference: bipolarismo o tripolarismo?

Le 82 partite di stagione regolare hanno definito in modo netto le gerarchie a est, restituendo una griglia playoff in cui è difficile immaginare sorprese. Quantomeno nei primi turni, e ovviamente a scanso di infortuni particolarmente impattanti.
Le migliori tre squadre emerse nel corso dei mesi sono le uniche, sulla carta, a nutrire legittime aspirazioni di titolo. Ovvero: Milwaukee Bucks, Boston Celtics e Philadelphia 76ers, guidate dalle rispettive stelle Giannis Antetokounmpo, Jayson Tatum e Joel Embiid, che si troveranno di fronte Heat, Hawks e Nets, con speranze di upset ridotte all’osso. Più aperta, invece, la serie tra Cavaliers e Knicks, con i primi - forti anche del fattore campo - decisamente favoriti, nonostante l’1-3 negli scontri diretti stagionali.
Un primo momento cruciale arriverà probabilmente nelle semifinali di Conference, che potrebbero mettere contro Celtics e Sixers, in una sfida che profuma di storia e per Phila di occasione di riscatto, dopo il 4-0 nella bubble (2020) e il 4-1 due anni prima. Dall’altra parte, invece, ci si aspetta un percorso relativamente agevole per Antetokounmpo e compagni, che difficilmente potranno essere impensieriti in una serie al meglio delle sette gare da Miami, Cleveland o New York.
È anche in virtù del lato “facile” di tabellone, nonché delle sicurezze cementificate sul campo negli ultimi sei mesi e dell’esperienza vincente condivisa da questo gruppo nel 2021, che i Bucks sono considerati i legittimi favoriti per raggiungere le Nba Finals. Coach Budenholzer può contare su un roster molto profondo e su un sistema che nel tempo ha fatto della continuità un assoluto punto di forza, soprattutto a partire dallo scambio di tre anni fa per Jrue Holiday.
Dal canto loro, anche i Celtics hanno mantenuto intatto il core che ha raggiunto le finali nel 2022, ritoccato soltanto con la preziosa aggiunta in estate di Malcolm Brogdon. I bianco-verdi si presentano come contendenti al titolo più che credibili, ma qualche alto-e-basso registrato in regular season e soprattutto il cambio in panchina lasciano sulla post-season di Boston un margine di incertezza leggermente più ampio rispetto a Milwaukee.
In seconda fila, poi, ecco i Sixers di Joel Embiid (lanciato verso il titolo di Mvp) e James Harden. A prima vista leggermente più indietro rispetto a Bucks e Celtics, ma forse più per il ricordo degli ultimi playoff e per la sfiducia in coach Doc Rivers, che per effettive disfunzionalità del roster.
I rapporti di forza, in ogni caso, sono ben delineati, con due super-favorite, una possibile antagonista e cinque outsider. Pazienza, dunque: dopo un primo turno che potrebbe essere interlocutorio, a inizio maggio lo spettacolo entrerà nel vivo. Se siete a caccia di upset, intanto, la sponda occidentale potrebbe regalarvi più soddisfazioni.

Western Conference: un regno senza gerarchie

A ovest è stata un’annata anomala e decisamente imprevedibile, per una lunga serie di motivi testimoniati anche dal fatto che le tre principali favorite entrino nel tabellone con la quarta, sesta e settima testa di serie. Si tratta di Phoenix Suns, Golden State Warriors e Los Angeles Lakers, le tre organizzazioni che ai nastri di partenza sembrano - pur con un margine contenuto - le più attrezzate per arrivare fino in fondo. Le loro ambizioni passeranno prima di tutto dalle condizioni fisiche delle rispettive superstar, tutte abbastanza in là con l’età e/o particolarmente propense agli infortuni.
Nonostante la cavalcata solitaria di quest’anno, i Denver Nuggets sembrano ancora vulnerabili in contesto playoff, con il bi-Mvp Nikola Jokic che rappresenta un rebus difensivo di difficile soluzione. Il primo turno contro i Minnesota Timberwolves, comunque, è alla portata, e darà un’idea di quanto ci possiamo aspettare dalla loro primavera.
Clippers permettendo, ad attendere Jokic e compagni ci saranno i Suns, che dopo essere andati all-in per Kevin Durant hanno chiuso la stagione con un convincente filotto di vittorie. Con KD al fianco di Devin Booker, Chris Paul e Deandre Ayton, la sensazione è che Phoenix non sia inferiore a nessuno; per ora, però, è principalmente una sensazione, perché il rodaggio è stato davvero breve.
La seconda testa di serie, i Memphis Grizzlies di Ja Morant, saranno un’avversaria complicata, nonostante le pesanti assenze (Clarke e Adams), per i Lakers di LeBron James. All’orizzonte sembra esserci una sfida molto equilibrata e potenzialmente piuttosto lunga, in quello che è indubbiamente l’accoppiamento più sexy delle otto serie al via nei prossimi giorni.
Ad aspettare la vincente tra Memphis e LA dovremmo trovare, con ottime probabilità, i Golden State Warriors, che inaugurano la loro difesa del titolo contro i Sacramento Kings. Non è una serie scontata: i Kings sono stati la grande sorpresa di questa stagione, ispirata dall’ex assistente di Steve Kerr, coach Mike Brown; arrivano ai playoff con solide certezze e, dati alla mano, con l’attacco più produttivo della lega. Di fronte, però, si troveranno i soliti Warriors, con la loro esperienza e forti anche del ritorno di Wiggins dopo due mesi d’assenza. Una prova di maturità, insomma, molto vicina ai limiti del proibitivo.
Dal secondo turno, poi, il sentore è che tutto possa accadere. Detto delle tre favorite, infatti, Nuggets e Grizzlies sono più che due outsider, e gli stessi Clippers, Wolves e Kings sono tutti avversari competitivi. Sì, potrebbe essere davvero un “Wild, Wild West”.