Per fortuna Shabazz Napier ha preso per mano l’Olimpia Milano

Dall’arrivo del playmaker, la squadra di Messina ha dimenticato molti dei suoi problemi, soprattutto ha iniziato a giocare e a vincere: 8 delle ultime 9 sfide di Eurolega. Ora serve continuare così (stasera e giovedì) per raggiungere i playoff: soltanto due mesi fa erano un miraggio
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28 MAR 23
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Shabazz Napier (foto Epa, via Ansa)&nbsp;<br />

Lo scorso 23 gennaio, Ettore Messina scriveva una lettera che sapeva quasi di dichiarazione di resa. Non capita spesso, nel basket di oggi, che a stagione in corso un allenatore si rivolga direttamente “ai tifosi, giustamente delusi e disorientati dal periodo peggiore degli ultimi tre anni”. Dicendosi “il primo responsabile della costruzione e della gestione della squadra: ora il nostro obiettivo è aiutare i giocatori a ritrovare fiducia nei propri mezzi. Non sarà un percorso breve né semplice”.
Cinque giorni dopo, il playmaker Shabazz Napier ha firmato con l’Olimpia Milano. Ed è successo che quella squadra, “che si batte in difesa e soffre chiaramente in attacco” – Messina non poteva che ricorrere a un eufemismo – inizia a poco a poco a girare. Il 31 gennaio trova la prima vittoria europea del suo 2023, in un serrato finale contro Baskonia al Forum di Assago. Si ripete il 2 febbraio, superando la Stella Rossa Belgrado. Poi il successivo blackout in Coppa Italia dà l’impressione dell’ennesimo fuoco di paglia, di un’annata iniziata male e destinata a finire peggio. La differenza è che ora sul parquet c’è quel numero 13, finito a svernare in Messico ma di comprovato pedigree Nba. Napier ha quasi 32 anni, è alla seconda esperienza europea dopo una parentesi allo Zenit San Pietroburgo. E tanto gli basta.
Oggi Milano è reduce da otto vittorie nelle ultime nove gare continentali. E da compagine materasso qual era si è improvvisamente tramutata in mina vagante del torneo. Risaliti i bassifondi, playoff a una sola lunghezza, altre quattro gare a disposizione per centrare una qualificazione complicata da definire: in estate veniva considerata il minimo sindacale, per come si sono messe le cose avrebbe del clamoroso.
Nessuna formazione di Eurolega ha fatto meglio, da quando è arrivato Napier. Il ragazzo si prende tiri pesanti, segna e soprattutto fa segnare, sbloccando il resto dei compagni come se nel giocattolo costruito da Armani e Messina fosse mancato fin qui un ingranaggio fondamentale. Voigtmann appare rigenerato, Luwawu-Cabarrot sta salendo di giri, finalmente è arrivato il vero Tonut. E in casa Olimpia si sta pure svuotando l’infermeria, a partire dal talento di Shavon Shields.
Già così sono due mesi da incorniciare. Prendendo queste nove partite, Milano in media ha segnato 84 punti concedendone 75: il peggior attacco di tutta l’Eurolega è diventato il quinto dall’alto (con proiezione di 2.520 punti su tutte le gare disputate: appena 10 in meno della capolista Olympiakos); la miglior difesa è rimasta la miglior difesa. Semplicemente, la squadra adesso funziona. Il Forum osserva Napier e canta “Mvp, mvp”. Nelle ultime due, contro Fenerbahce e Bayern, lui ha infilato 46 punti.
Stasera l’Olimpia affronta a Istanbul i campioni in carica dell’Anadolu Efes, di fatto uno spareggio playoff. Giovedì sarà di scena a Tel Aviv contro il Maccabi. Altre due settimane (Barcellona in casa, Virtus Bologna fuori) e si chiude la stagione regolare. Milano deve vincerle tutte e sperare – anche tre su quattro potrebbero bastare, con un fortunato incastro di classifiche avulse. “Non succede”, ha detto Messina. “Ma se succede…” quella lettera di duro realismo avrà portato bene. A Napier l’onore di prenderla, accartocciarla e tirarla nel cestino. Canestro anche quello, sicuro.